Nel grande mosaico del commercio vinicolo mondiale, l’Italia continua a puntare i riflettori su mercati storici come Germania e Regno Unito. Tuttavia, il 2025 rivela scenari divergenti: la Germania sembra riaccendere i motori, mentre il mercato britannico mostra segni persistenti di debolezza. Una lettura aggiornata, integrata con dati settoriali e report internazionali, aiuta a comprendere i moti del nuovo equilibrio commerciale.
Con l’OIV che stimava per il 2024 12,7 milioni di ettolitri importati dalla Germania (–6,9 % rispetto all’anno precedente) e un valore pari a 2,5 miliardi di euro (–8,8 %) , il contesto di partenza per il 2025 era compresso. Tuttavia, le analisi più recenti evidenziano una svolta: secondo Nomisma / Beverfood, nei primi sei mesi del 2025 le esportazioni italiane verso la Germania balzano +10,3 % in valore .
In particolare, per il vino italiano, nel semestre le vendite verso la Germania si sono mosse su un volume di 223,2 milioni di litri . Ciò indica che, pur con sfide strutturali, le aziende italiane stanno intercettando una domanda tedesca più orientata verso qualità e territori.
Resta tuttavia da ricordare che nel bilancio 2024 la Germania era passata per un livello d’importazioni mai visto negli ultimi decenni, al “minimo ventennale” in valore e volumi . Il 2025 sembra un anno di recupero più che di esplosione, ma segnaletico: è fondamentale, ora, restare visibili, presidiare i segmenti premium e rafforzare la catena logistica verso il Centro-Nord Europa.
Regno Unito: decelerazione persistente
La discesa del mercato britannico nel 2025 è documentata da molte fonti indipendenti. Meininger riferisce una contrazione del 5,4 % in valore per le importazioni totali nel primo semestre (1,981 miliardi di euro) e una perdita del 6,4 % in volume (–37,7 milioni di litri) . Il prezzo medio al litro è salito solo dell’1 %, a 3,69 euro per litro .
Secondo WineMeridian, nei primi quattro mesi del 2025 l’import vinicolo britannico ha segnato un calo di –5,2 % in volume e –5,1 % in valore . Le ragioni dietro questa debolezza sono molteplici: rallentamento dei consumi interni, costi più alti, cambiamenti nei canali di acquisto (con un ridotto ruolo della grande distribuzione) e nuove politiche fiscali sul vino importato .
Nel dettaglio degli scambi Italia-UK, nei primi sei mesi del 2025 le vendite italiane cedono –7,3 % in valore verso il Regno Unito (452,5 milioni di euro) . Questo dato conferma che il rallentamento non è solo generalizzato ma riguarda fortemente anche i fornitori italiani.
Un fattore aggiuntivo di tensione è la nuova struttura tariffaria britannica: dal 2025 i dazi al vino sono graduati in funzione del contenuto alcolico, penalizzando in particolare i rossi spagnoli ma con effetto anche sull’Italia e la Francia . Questo cambiamento ridisegna lo scenario competitivo sul mercato UK.
Inoltre, l’impatto del Brexit continua a giocare un ruolo rilevante: i nuovi oneri doganali, le complessità amministrative e l’oscillazione della sterlina erodono le marginalità sugli scambi vinicoli, e spingono importatori e produttori a rivedere i canali distributivi e i posizionamenti di prezzo .
L’analisi globale del mercato vinicolo nel primo semestre del 2025 segnala un rallentamento generale.
Analizzando i mercati di destinazione per l’Italia, nei primi sei mesi del 2025 l’export verso gli Stati Uniti è sostenuto da fenomeni di “stockpiling” in vista delle incertezze tariffarie, e registra incrementi di valore nonostante la volatilità dei volumi . In altri fronti geografici, il Giappone, il Brasile e il Canada mostrano segnali positivi per il vino italiano, a testimonianza della necessità di diversificazione dei mercati.
Intanto, il 2024 si è chiuso come uno degli anni più difficili per produzione e consumi: la produzione mondiale è scesa a 225,8 milioni di ettolitri (–4,8 % rispetto al 2023), e i consumi globali sono calati del 3,3 %, ai livelli più bassi da oltre sessant’anni . Ciò sottolinea come le tensioni climatiche, i costi di input e le dinamiche di domanda stiano esercitando una pressione trasversale sul settore.

