Secondo l’ultima rilevazione dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino (al 3 agosto 2025), al via una vendemmia anticipata nel nostro Paese, con scenari produttivi nettamente differenziati: un calo tra il 10% e il 20% nelle regioni del Centro‑Nord e una crescita fino al +20% nel Meridione e nelle Isole, dove le condizioni climatiche sono risultate eccezionali.
Nonostante il clima indeciso tra caldo e siccità, le uve raccolte appaiono sane e di buona qualità in quasi tutte le regioni, anche se l’evoluzione meteo nei giorni successivi alla raccolta sarà decisiva per il bilancio finale.
Nord‑Est: il Veneto marca una leggera crescita, con le varietà precoci in raccolta già da fine agosto; in Friuli‑Venezia Giulia il Merlot è germogliato con circa 10 giorni d’anticipo e la Ribolla ancora più segnata, mentre la Glera sta recuperando ritardo rispetto alla media. Il Pinot Grigio è atteso in vendemmia attorno al 20 agosto. In Trentino‑Alto Adige si segnala un aumento produttivo moderato (+2‑3%) e ottimo stato delle viti, con alcune macchie di botrite dovute all’umidità di luglio .
Piemonte‑Lombardia‑Liguria: vendemmia in anticipo di circa 10 giorni rispetto al 2024, con cali stimati tra il 10% e il 15% rispetto alla stagione precedente .
Centro Italia (Marche, Emilia‑Romagna, Abruzzo): condizioni produttive positive, con incrementi variabili: Lambrusco +10%, Trebbiano romagnolo +5%, Trebbiano toscano e Verdicchio tra +5% e +15%, Montepulciano +10%. In Toscana, lieve calo per il Sangiovese, Umbria e Lazio registrano flessioni moderate .
Sud e Isole: primeggia la Puglia (fino +20%), seguita da Basilicata e Calabria con produzioni simili, mentre la Sicilia orientale, specialmente l’area dell’Etna, soffre perdite fino al 35% a causa di oidio e peronospora. Sardegna in lieve crescita (+5% circa, particolarmente negli areali di Ogliastra, Sulcis e sud Sardegna).
Confronto con gli scenari 2024
I dati di Ismea, Assoenologi e UIV relativi alla vendemmia 2024 (41 milioni di ettolitri, +7% rispetto al 2023) evidenziano un Nord stabile (+0,6%), un Centro in forte ripresa (+29%), mentre il Sud presenta incrementi più contenuti (+15,5%), ma rimane ancora al disotto della media quinquennale . Anche Coldiretti ha confermato la contrapposizione tra maltempo al Nord e siccità al Sud durante quella stagione .
Nel complesso, la vendemmia 2025 promette un buon equilibrio tra quantità e qualità, ma la forbice territoriale resta marcata. Al Centro‑Nord, il calo produttivo potrebbe essere mitigato dalla sanità delle uve, mentre al Sud e nelle isole l’eccellente andamento climatico ha sostenuto una crescita abbondante. La qualità finale, tuttavia, sarà influenzata dall’evoluzione delle condizioni meteorologiche nei prossimi giorni, in particolare per le uve già raccolte o prossime alla maturazione .

