Roma torna al centro della scena internazionale del beverage. Il 14 e 15 settembre 2026, La Nuvola ospiterà la sesta edizione del Roma Bar Show, appuntamento dedicato all’industria del beverage e alla mixology che riunisce brand, professionisti, bartender e operatori dell’hospitality. La manifestazione si sviluppa su circa 10.000 metri quadrati e propone un programma costruito intorno a degustazioni, masterclass, seminari e incontri dedicati all’evoluzione del mondo bar.
In questo scenario, la grappa rappresenta uno dei territori più interessanti da osservare. Non più soltanto distillato legato alla tradizione e al consumo da meditazione, ma ingrediente capace di dialogare con tecniche, botaniche e linguaggi della miscelazione contemporanea. Una trasformazione che negli ultimi anni ha portato diversi produttori a guardare al bancone come a uno spazio naturale per raccontare l’identità del distillato italiano.
Il Roma Bar Show 2026 conferma proprio questa direzione più ampia: il programma educational mette al centro la ricerca sulle tecniche di miscelazione, l’hospitality e la costruzione di nuove esperienze di consumo. Sul palco dell’Auditorium sono previste masterclass con protagonisti internazionali della bar industry, mentre la RBS Academy propone sessioni tecniche dedicate alla formazione professionale.
Tra gli appuntamenti previsti emergono temi che fotografano bene la trasformazione del settore: dalla gestione del ghiaccio alla texture dei cocktail, dal pairing alla formazione del bartender, fino all’analisi dei nuovi scenari internazionali. È un approccio che racconta un mercato nel quale il prodotto non è più sufficiente da solo: conta sempre di più il modo in cui viene interpretato, servito e inserito in un’esperienza.
La grappa si presta particolarmente a questa evoluzione. La sua forza risiede nella varietà degli stili, delle materie prime e dei territori produttivi italiani, elementi che possono diventare strumenti creativi nelle mani dei bartender. La vinaccia, materia prima dalla quale nasce il distillato, porta infatti con sé un legame diretto con la cultura vitivinicola italiana e con una geografia produttiva estremamente articolata.
Il passaggio dalla degustazione alla miscelazione non significa dunque abbandonare la tradizione. Al contrario, può rappresentare una nuova modalità per renderla contemporanea. La sfida consiste nel preservare riconoscibilità e carattere del distillato, utilizzandoli come punto di partenza per cocktail equilibrati e leggibili.
Non è un caso che il rapporto tra grappa e cocktail sia già entrato nei programmi delle precedenti edizioni del Roma Bar Show. Nel palinsesto del 2025, per esempio, era presente la Spirito Italiano Grappa Cocktail Competition, dedicata proprio alla valorizzazione della grappa attraverso la creatività dei bartender.
Il 2026 porta però la riflessione su un piano ancora più internazionale. La manifestazione punta infatti a connettere la filiera italiana con professionisti e mercati esteri, attraverso un ecosistema che comprende esposizione, formazione e networking. È la logica di un settore nel quale il Made in Italy degli spirits può giocare una partita importante anche fuori dai confini nazionali.
A rendere particolarmente significativo l’appuntamento è anche la crescita dell’interesse verso una mixology sempre più tecnica e consapevole. Il programma ufficiale comprende, tra gli altri, approfondimenti sulla gastrofisica nei cocktail, sulle tecniche moderne per lavorare gusto e consistenza e sulla collaborazione tra professionisti.
Per la grappa, questa attenzione alla tecnica può tradursi in una nuova fase di valorizzazione. Il distillato può essere protagonista di drink più essenziali, di interpretazioni contemporanee della tradizione italiana o di ricette costruite intorno alle sue caratteristiche aromatiche. La prospettiva cambia: dalla bottiglia da raccontare al distillato da utilizzare come vero ingrediente gastronomico-liquido.
La cornice romana contribuisce a rafforzare questo racconto. La Nuvola diventa per due giorni un punto d’incontro tra culture del bere differenti, in un evento nato nel 2019 con l’obiettivo di riunire l’industria del beverage e la scena italiana della mixology.
Il programma 2026 comprende inoltre gli RBS Awards, i riconoscimenti dedicati all’ospitalità italiana, con categorie che spaziano dal miglior cocktail bar al bartender, dagli hotel bar ai nuovi cocktail bar, fino ai programmi food e alla presenza social. La finale è prevista il 14 settembre alle 17.30 all’interno dell’Auditorium.
Il messaggio che arriva dal Roma Bar Show è quindi netto: il futuro degli spirits italiani passa anche dalla capacità di dialogare con la cultura internazionale del cocktail. E in questa partita la grappa possiede un vantaggio competitivo importante: un’identità profondamente italiana, una grande diversità produttiva e un patrimonio territoriale che può essere reinterpretato senza perdere autenticità.
Dal 14 al 15 settembre, a Roma, il banco diventa così un laboratorio. E la grappa, tra tradizione e nuove tecniche di miscelazione, può smettere definitivamente di essere considerata soltanto il punto finale di un pasto per diventare uno degli ingredienti con cui progettare il prossimo capitolo della cocktail culture italiana.

