C’è un momento nella storia del vino italiano in cui un nome destinato a conquistare il mondo compare per la prima volta su un’etichetta. Era il 1924 e quel nome era Prosecco. A oltre un secolo di distanza, Carpenè Malvolti riporta simbolicamente in bottiglia quella pagina fondamentale dell’enologia nazionale con il lancio di “Revival 1924 Conegliano Prosecco Superiore DOCG Millesimato Brut”, una nuova interpretazione che guarda alle origini senza rinunciare alla contemporaneità.
La presentazione ufficiale è avvenuta a Conegliano durante la 34ª edizione di Cantine Aperte, manifestazione che ogni anno avvicina il pubblico al mondo vitivinicolo italiano. Per la storica azienda veneta si tratta di un progetto dal forte valore identitario, pensato per rendere omaggio alla prima etichetta commerciale che riportò il termine “Prosecco”, contribuendo a definire l’identità di un vino oggi conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
La nuova cuvée nasce da uve Glera provenienti esclusivamente dalle colline che circondano Conegliano, cuore storico della denominazione. Il vino viene elaborato attraverso una lunga seconda fermentazione e una permanenza prolungata in autoclavi orizzontali di piccole dimensioni, una scelta che punta a valorizzare finezza aromatica, eleganza e legame con il territorio.
L’iniziativa rappresenta anche un tributo alla figura di Antonio Carpenè, pioniere dell’enologia italiana e protagonista nella definizione del metodo di spumantizzazione che contribuì alla diffusione del Prosecco moderno. La storia della cantina è infatti strettamente intrecciata con quella della denominazione: Carpenè Malvolti è considerata una delle realtà che hanno contribuito in modo decisivo alla valorizzazione della Glera e del territorio di Conegliano-Valdobbiadene, oggi riconosciuto patrimonio mondiale UNESCO.
Accanto alla presentazione del nuovo vino, l’azienda ha aperto al pubblico il proprio patrimonio storico attraverso documenti d’archivio, strumenti di lavoro d’epoca e materiali pubblicitari che raccontano oltre un secolo e mezzo di attività. Un percorso che evidenzia come il successo internazionale del Prosecco sia il risultato di ricerca, innovazione e visione imprenditoriale sviluppate nel corso di diverse generazioni.
Più che una semplice operazione celebrativa, Revival 1924 si propone come un ponte tra passato e futuro. In un mercato globale dove autenticità e identità territoriale assumono un valore sempre più centrale, la scelta di recuperare una delle pagine più significative della storia del Prosecco rafforza il legame tra il vino e il luogo in cui tutto ebbe inizio. Un ritorno alle origini che diventa anche una dichiarazione di continuità per uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy enologico.

