L’olio extravergine d’oliva italiano attraversa una delle fasi più delicate degli ultimi anni. Al centro del confronto tenutosi presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), le principali rappresentanze della filiera hanno evidenziato criticità che stanno comprimendo la redditività delle imprese e mettendo sotto pressione un comparto strategico per l’agroalimentare nazionale.
Tra le richieste emerse con maggiore forza figurano l’intensificazione dei controlli lungo tutta la filiera, una maggiore trasparenza del mercato e il contrasto alle pratiche commerciali considerate distorsive, a partire dalle vendite sottocosto. Un tema che da tempo alimenta il dibattito nel settore e che oggi torna con urgenza alla luce della flessione delle quotazioni all’origine e delle difficoltà finanziarie che interessano molte aziende agricole e frantoi.
Secondo le organizzazioni intervenute al tavolo ministeriale, il comparto si trova stretto tra l’aumento dei costi di produzione, le tensioni sui mercati internazionali e una crescente concorrenza da parte dei produttori esteri. Una situazione che rischia di ridurre ulteriormente i margini delle imprese italiane, già impegnate a sostenere investimenti per qualità, tracciabilità e sostenibilità.
Particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento dei sistemi di controllo. Le associazioni agricole e dei frantoiani chiedono verifiche più capillari sia sulle importazioni sia nei punti vendita della grande distribuzione, con l’obiettivo di tutelare i consumatori e valorizzare l’autenticità dell’olio extravergine italiano. Sul tavolo anche il potenziamento degli strumenti di tracciabilità e l’utilizzo di tecnologie innovative per certificare l’origine dei prodotti.
Accanto al tema dei controlli, emerge la necessità di interventi economici a sostegno della filiera. Le organizzazioni di categoria chiedono misure per favorire l’accesso al credito, supportare lo stoccaggio delle produzioni e rafforzare le attività di aggregazione tra produttori. Obiettivi ritenuti fondamentali per affrontare una fase di mercato caratterizzata da forte volatilità e da una riduzione della liquidità disponibile per molte aziende.
Un altro punto condiviso riguarda la promozione dell’olio extravergine italiano. La filiera sollecita una strategia nazionale capace di valorizzare le produzioni certificate DOP e IGP, la biodiversità olivicola e il ruolo dell’extravergine come elemento distintivo della dieta mediterranea e del patrimonio agroalimentare italiano. L’obiettivo è rafforzare la percezione del valore del prodotto presso consumatori, distribuzione e mercati internazionali.
Il confronto al Masaf rappresenta dunque un passaggio importante per un settore che chiede risposte rapide e coordinate. La sfida sarà trovare un equilibrio tra tutela del reddito degli operatori, trasparenza del mercato e difesa della qualità, elementi considerati essenziali per garantire un futuro competitivo all’olio extravergine Made in Italy.

