Mionetto chiude il 2025 con un fatturato che raggiunge quota 180 milioni di euro, consolidando un percorso di crescita costante nel segmento del Prosecco e rafforzando il proprio posizionamento tra i protagonisti globali del vino italiano. Il risultato si inserisce in un contesto favorevole per le bollicine tricolori, sostenute da una domanda internazionale ancora dinamica, nonostante le incertezze macroeconomiche e i cambiamenti nei modelli di consumo.
La performance dell’azienda riflette una strategia fortemente orientata all’estero: oltre l’80% dei ricavi proviene infatti dai mercati internazionali, con gli Stati Uniti che si confermano primo sbocco commerciale, seguiti da Germania e Italia. Secondo diverse analisi di settore, il mercato americano continua a rappresentare un driver fondamentale per il Prosecco, grazie a una domanda stabile e a una crescente diffusione del consumo legato all’aperitivo e alla mixology. In questo scenario, Mionetto ha rafforzato la propria presenza distributiva e il presidio del brand, mantenendo posizioni di leadership in numerosi Paesi.
Parallelamente, il gruppo beneficia della solidità complessiva del comparto spumantistico italiano. Dati recenti di osservatori come Unione Italiana Vini e ISMEA evidenziano come il Prosecco resti uno dei prodotti più esportati del Made in Italy agroalimentare, con volumi rilevanti e una buona tenuta del valore medio, soprattutto nelle fasce premium. Questo contesto ha favorito operatori strutturati come Mionetto, capaci di coniugare scala industriale e identità di marca.
Accanto alla crescita geografica, emerge con forza la leva dell’innovazione. Il cambiamento nei comportamenti dei consumatori, sempre più orientati verso scelte consapevoli, sta ridisegnando il mercato delle bevande alcoliche. In particolare, il segmento NoLo – che comprende prodotti low e no alcohol – è tra i più dinamici a livello globale, con tassi di crescita a doppia cifra secondo report internazionali come quelli di IWSR Drinks Market Analysis.
Mionetto ha intercettato tempestivamente questa trasformazione ampliando il proprio portafoglio con referenze dealcolate e a bassa gradazione, oltre a proposte pensate per il mondo dell’aperitivo contemporaneo. Una strategia che consente di dialogare con un pubblico più ampio, inclusi i consumatori più giovani e attenti al benessere, senza rinunciare alla riconoscibilità del marchio.
Il posizionamento del brand evolve così verso una dimensione sempre più lifestyle, dove il prodotto diventa parte di un’esperienza più ampia. Eventi internazionali e fiere di settore, come Vinitaly, rappresentano momenti chiave per raccontare questa trasformazione, mettendo in evidenza non solo la qualità delle etichette ma anche la capacità di interpretare nuovi rituali di consumo.
Nel complesso, il traguardo dei 180 milioni di euro appare il risultato di una combinazione di fattori: forte vocazione export, capacità di adattamento ai trend emergenti e consolidamento del Prosecco come simbolo globale del bere italiano. Le prospettive restano orientate a un’ulteriore espansione internazionale, con un’attenzione crescente all’innovazione di prodotto e alla sostenibilità, elementi ormai centrali nelle strategie delle principali aziende del settore.

