PALERMO – Nel cuore della Sicilia vitivinicola esplode un segnale forte di cambiamento: produttori locali e buyer di mercato internazionale si incontrano al Sicilia Wine 2026 per firmare il manifesto europeo Grapes of Change, un patto concreto per promuovere la parità di genere e la sicurezza nei luoghi di lavoro dell’industria del vino.
L’iniziativa, che vedrà la firma ufficiale durante le giornate della manifestazione – in programma dal 21 al 23 marzo a Chiusa Sclafani (PA) – nasce dall’impegno di Sicindustria, partner di Enterprise Europe Network (la più grande rete europea di supporto alle PMI), insieme al Comune e ai partner internazionali del Sector Group Agrifood.
Il settore vitivinicolo, come molti altri comparti produttivi, convive ancora con fenomeni di discriminazione e molestie che spesso restano sommersi: in Italia si stima che oltre 2 milioni di donne abbiano subito molestie sul lavoro, ma solo il 2,3% abbia denunciato.
Nel presentare il manifesto Grapes of Change, il presidente di Sicindustria e di SFC – Sistemi Formativi Confindustria, Luigi Rizzolo, ha sottolineato come la promozione di ambienti professionali inclusivi non sia solo una questione di diritti civili ma anche di competitività economica, soprattutto in un mercato globale sempre più attento a sostenibilità e valore sociale.
Il progetto Grapes of Change è finanziato dal programma europeo CERV – Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori, e vede la collaborazione di 14 organizzazioni europee, con l’obiettivo di implementare strumenti, pratiche e modelli formativi per contrastare discriminazioni di genere e rendere più sicuri e attrattivi i luoghi di lavoro nel settore vinicolo.
La scelta della Sicilia come palcoscenico per questo importante momento non è casuale: l’isola è una delle regioni italiane più dinamiche nella produzione e nell’export di vini, con realtà storiche come , e – solo per citarne alcune – che hanno reso l’enologia siciliana un simbolo di qualità e identità.
E proprio la Sicilia, crocevia di culture e mercati, può trasformare questo manifesto in un esempio replicabile di buona pratica europea, sposando tradizione millenaria, innovazione sociale e aspettative dei mercati internazionali.
Non si tratta semplicemente di un documento da firmare: Grapes of Change vuole incidere sulle politiche aziendali, stimolare la creazione di ambienti lavorativi dove donne e uomini possano crescere professionalmente in parità di opportunità e aiutare le imprese ad adottare strumenti di prevenzione di discriminazioni e molestie.
In un settore come quello vitivinicolo, dove le competenze femminili sono sempre più riconosciute (basti pensare a figure di rilievo come Josè Rallo nel panorama delle donne del vino siciliano), questa iniziativa può rappresentare un passo decisivo verso un mercato più equo e resiliente.
Il Sicilia Wine 2026 non è soltanto degustazioni e affari: è l’inizio di una nuova prospettiva in cui la qualità del vino si intreccia con la qualità delle persone che lo producono e lo promuovono. Nell’era dei mercati globali e della sostenibilità sociale, Grapes of Change potrebbe diventare un punto di riferimento per tutto il comparto vinicolo europeo.

