La 32ª edizione dell’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano ha aperto la stagione delle grandi anteprime enologiche toscane con un segnale forte: l’annata 2023 del Vino Nobile ha ottenuto un meritatissimo rating di 4,5 stelle su 5, assegnato da una commissione di enologi, sommelier e ristoratori chiamata a giudicare la qualità dei vini presentati.
L’evento — svoltosi nella suggestiva Fortezza poliziana del borgo senese — ha visto la partecipazione di 57 aziende che hanno portato in degustazione non solo il Nobile 2023, ma anche la Riserva 2022 e il Vino Nobile di Montepulciano Pieve, tutte annate destinate al mercato a partire dal 2026.
Al centro della manifestazione non solo i vini, ma anche un’importante ricerca presentata dal Santa Chiara Lab dell’Università di Siena in partnership con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Secondo lo studio, la multifunzionalità delle aziende vinicole rappresenta una leva strategica per il futuro del territorio: tradizione vitivinicola, ospitalità, degustazioni e attività connesse si intrecciano sempre più strettamente, diventando parte integrante dell’offerta locale.
Il presidente del Consorzio, Andrea Rossi, ha sottolineato come la diversificazione delle attività — dall’agriturismo alla vendita diretta — stia consolidando il legame tra prodotto e territorio, rafforzando la reputazione del marchio nel panorama globale.
L’analisi rileva inoltre che la maggioranza delle imprese rimane a conduzione familiare (circa l’80-84%), un elemento che garantisce continuità produttiva e identitaria, mentre la sostenibilità ambientale emerge come tema sempre più sentito dalle aziende vitivinicole locali.
Nel corso della giornata è stato conferito anche il premio GrifoNobile al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, riconoscendo il ruolo istituzionale nella valorizzazione di uno dei vini italiani più celebri e longevi.
Il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, prodotto principalmente dal vitigno Prugnolo gentile (clone di Sangiovese), è uno dei vini rossi toscani storicamente più significativi: disciplinato da rigide regole di produzione e affinamento, riflette nel bicchiere l’identità del territorio e la maestria delle cantine locali.
In una cornice in cui tradizione e innovazione si fondono, l’annata 2023 conferma la capacità del Nobile di restare protagonista nel panorama enologico italiano, consolidando relazioni con il turismo enogastronomico e rafforzando il valore culturale del vino come ambasciatore del patrimonio toscano nel mondo.

