Il Vino Nobile di Montepulciano conferma nel 2025 il ruolo di ambasciatore globale della viticoltura italiana con numeri da primato per la sua quota di vendite oltreconfine, pari al 64,5% dell’intero fatturato. Un risultato che descrive non solo la qualità del prodotto, ma anche la strategia di internazionalizzazione riuscita di una delle Docg più storiche e prestigiose del nostro Paese.
Secondo i dati elaborati dal Consorzio di tutela, il valore complessivo del comparto produttivo – includendo produzione, fatturato e patrimonio territoriale – si aggira intorno a quasi un miliardo di euro, con una produzione media di circa 65 milioni di euro all’anno e un’indotto che sostiene circa il 70% dell’economia locale.
Il successo internazionale è trainato da mercati consolidati come Germania, primo interlocutore con il 36% delle esportazioni, e Stati Uniti, stabili nonostante le tensioni daziarie con una quota del 27,5%. Notevole anche la performance del Canada, che rappresenta circa il 5% delle vendite oltreconfine. La suddivisione geografica registra una quasi parità tra Europa (escluse Italia) e paesi extra-Ue, con quote rispettivamente del 29% e del 34,5% del totale export.
Il 2025 ha visto anche un forte balzo della vendita diretta in cantina, che ha superato ormai il 40% del totale, sostenuta da un enoturismo vivace e attrattivo. Montepulciano si conferma così non solo meta per gli appassionati di vino ma anche destinazione culturale e di esperienza legata al territorio.
Una delle novità più rilevanti su cui punta la denominazione è il Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”, nuova tipologia di Docg attiva dal 2025 che ha iniziato a fare breccia nei palati del mercato statunitense. Secondo un’analisi di Nomisma, qualità, identità territoriale e storia sono le caratteristiche più apprezzate da ristoratori e distributori americani, con quasi il 90% degli operatori pronti a inserirla nelle proprie carte vini. La percezione di fascia alta del prodotto ne rafforza l’immagine sui mercati premium.
Il territorio comunale di Montepulciano (Siena) vede circa 2.000 ettari vitati, dei quali 1.400 sono iscritti alla Docg Vino Nobile e circa 600 al Rosso di Montepulciano Doc. Sono oltre 250 i viticoltori e circa 90 gli imbottigliatori coinvolti nella filiera, con un’occupazione che supera i 1.000 addetti fissi, a cui si sommano ulteriori stagionali. Nel 2025 sono state immesse sul mercato 6,4 milioni di bottiglie di Vino Nobile e 2,5 milioni di Rosso di Montepulciano, numeri che consolidano la forza produttiva della denominazione.
In vista della trentaduesima edizione dell’Anteprima del Vino Nobile, in programma il 14 e 15 febbraio nella Fortezza di Montepulciano con 57 aziende presenti ai banchi d’assaggio, produttori e stampa internazionale si preparano alla degustazione delle nuove annate (Vino Nobile 2023, Riserva 2022 e Pieve). È un’occasione per confrontarsi sul futuro della denominazione e riflettere su come consolidare il legame tra territorio, storia e mercati globali.
Il Vino Nobile di Montepulciano non è solo una delle etichette simbolo della Toscana ma un modello di sviluppo che integra export, qualità enologica, tradizione e turismo. Per la Docg si apre un nuovo capitolo, in cui radici profonde e ambizioni internazionali si combinano per rendere questo vino sempre più protagonista sulla scena mondiale.

