Nel 2025 il Consorzio Garda DOC ha registrato un salto significativo nei numeri di produzione, segnando uno dei risultati più rilevanti degli ultimi anni per una delle denominazioni italiane più dinamiche nel panorama vitivinicolo contemporaneo. Secondo i dati ufficiali, gli imbottigliamenti complessivi hanno raggiunto 175.352 ettolitri, pari a oltre 23,3 milioni di bottiglie, con una crescita del +20% rispetto al 2024. Un trend che conferma come la DOC Garda sappia interpretare efficacemente le esigenze dei mercati e dei consumatori moderni.
Le performance di quest’anno non sono frutto del caso: dietro ai numeri c’è una strategia precisa di sviluppo e valorizzazione. Le tipologie che hanno contribuito maggiormente alla crescita sono state Pinot Grigio e Garda Bianco, capaci di consolidare il posizionamento della denominazione sia in Italia sia all’estero. Secondo la comunicazione del Consorzio, l’export è cresciuto in particolare verso Regno Unito e Germania, mercati che rappresentano oggi quote importanti per le vendite gardesane e dove lo stile dei vini DOC ha saputo farsi riconoscere.
Accanto ai numeri produttivi, il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui il disciplinare di produzione del Garda DOC è stato riformato con novità di rilievo. Il decreto ministeriale del 24 settembre 2025, entrato in vigore in autunno, introduce una serie di modifiche pensate per dare maggiore competitività alla denominazione e rispondere alle tendenze di consumo globali. Tra le novità più significative:
- l’introduzione di vini a basso contenuto alcolico (fino a 9% vol.), in particolare su base Garganega, rendendo Garda una delle DOC italiane più innovative in questo segmento di mercato;
- l’uso del termine “Crémant” per le versioni spumanti, in linea con gli standard europei di qualità;
- l’ampliamento delle tipologie ammesse, tra cui varietà come Müller Thurgau e Rebo in versioni diverse;
- l’estensione dell’area di produzione che ora include anche una parte del comune di Castenedolo (BS) e la possibilità di utilizzare tutte le tipologie di contenitori consentiti dalle normative europee.
Queste modifiche, volute dal Consorzio e approvate con il coinvolgimento del Ministero, rappresentano un passo deciso verso un’offerta enologica più ampia e capace di dialogare con nuovi target di consumatori.
Nel commentare i risultati, il presidente del Consorzio Garda DOC, Paolo Fiorini, ha legato la performance produttiva delle 23 milioni di bottiglie alla visione strategica perseguita negli ultimi anni: un equilibrio tra tutela del territorio, valorizzazione delle varietà autoctone e apertura a innovazioni in grado di rispondere alle dinamiche dei mercati contemporanei.
Il 2025 si chiude quindi come un anno chiave per la denominazione, non solo per i numeri raggiunti, ma anche per la capacità di raccontare il Garda come un territorio vitivinicolo moderno, dinamico e in continuo dialogo con i consumatori italiani e internazionali. La sfida per il 2026 sarà quella di consolidare questo slancio, rafforzare l’export e continuare a trasformare le novità normative in opportunità concrete di crescita.

