Ci sono vini che nascono da un disciplinare e altri che prendono forma da una visione. Il Buttafuoco Storico appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Nel 2026 il Club che ne custodisce l’anima compie trent’anni, un traguardo che non rappresenta solo una ricorrenza, ma la conferma di un progetto pionieristico nel panorama vitivinicolo italiano.
Era il 1996 quando un gruppo di produttori dell’Oltrepò Pavese decise di fare una scelta controcorrente: restringere il perimetro produttivo, alzare l’asticella qualitativa e legare in modo indissolubile il vino alla sua origine. Nasceva così il Club del Buttafuoco Storico, con l’obiettivo di proteggere un rosso potente e identitario, frutto delle colline dello Sperone di Stradella, tra il fiume Po e i primi rilievi appenninici.
Oggi il Club riunisce 18 produttori che coltivano vigne storiche selezionate, parcelle riconosciute una per una, ciascuna con un nome, una storia e una precisa esposizione. È da qui che nasce il Buttafuoco Storico: un blend tradizionale di vitigni autoctoni che restituisce nel bicchiere struttura, calore e longevità, senza mai perdere il legame con il territorio.
Il cuore operativo e simbolico del progetto è la Casa del Buttafuoco Storico a Canneto Pavese, luogo di incontro, degustazione e racconto, diventato negli anni un punto di riferimento per appassionati, operatori e wine lover in cerca di autenticità.
Le celebrazioni dei trent’anni prendono il via a febbraio con un momento fortemente simbolico: il rinnovo del tradizionale Patto, durante il quale i vini dei produttori vengono uniti in una grande bottiglia celebrativa. Un gesto che va oltre la liturgia del vino e diventa dichiarazione di appartenenza, continuità e rispetto per una visione comune.
Ma l’anniversario non si esaurisce in un solo giorno. Il calendario si sviluppa nei mesi successivi con degustazioni tematiche, incontri con i produttori, aperture speciali e iniziative dedicate al pubblico e alla ristorazione, in un dialogo costante tra passato e futuro.
Tra i temi centrali delle celebrazioni c’è anche il rapporto con le nuove generazioni. Il Club ha scelto di coinvolgere scuole e giovani, invitandoli a reinterpretare il Buttafuoco Storico attraverso il linguaggio della creatività: etichette, ricette, progetti che raccontano il vino come esperienza culturale e non solo prodotto.
A trent’anni dalla sua fondazione, il Buttafuoco Storico resta fedele alla propria missione: difendere un’identità, valorizzare un territorio e dimostrare che l’eccellenza nasce dalla coerenza. Un modello virtuoso che, oggi più che mai, parla il linguaggio della qualità consapevole.

