MILANO – La festa sportiva più attesa dell’anno rischia di consumarsi tra piatti e polemiche. In vista dell’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 (6-22 febbraio), una questione apparentemente “culinaria” ha catalizzato l’attenzione dei media italiani: il servizio di catering per alcune sedi olimpiche di Cortina d’Ampezzo sarebbe stato affidato a un’azienda slovena, suscitando dubbi sulla coerenza con la promozione del Made in Italy.
Tutto è iniziato con la denuncia del noto critico gastronomico e giornalista Edoardo Raspelli, secondo cui la società di catering che preparerà i pasti nelle venue di Cortina non sarebbe italiana, ma slovena (Jezeršek di Lubiana). La segnalazione è partita da promesse fatte mesi fa su menù “d’eccellenza” e cultura gastronomica nazionale, poi seguite da un silenzio informativo, che ha insospettito Raspelli e altri osservatori.
La questione riguarda principalmente tre sedi olimpiche di Cortina:
- le aree di gara per lo sci alpino femminile alle Tofane,
- la pista “Eugenio Monti” per bob, skeleton e slittino,
- il Cortina Curling Olympic Stadium.
In queste aree, secondo le fonti, il servizio di ristorazione “premium” per spettatori e ospiti sarebbe stato affidato a Jezeršek, un operatore con sede ufficiale a Lubiana e attività in tutta Europa.
La denuncia ha scatenato reazioni varie nella stampa e sui social. Alcuni osservatori hanno criticato la scelta come simbolicamente contraria alla valorizzazione dei prodotti italiani, soprattutto dopo che la cucina italiana è stata recentemente riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.
Altri commentatori hanno sottolineato anche il tono emotivo della denuncia, compreso il richiamo di Raspelli alla propria identità nazionale e alle radici familiari, per evidenziare quanto offensive possano apparire certe scelte ai puristi della tradizione culinaria italiana.
Dall’altra parte, gli organizzatori di On Location – il provider internazionale incaricato dell’ospitalità e dei servizi premium per le Olimpiadi – hanno pubblicato chiarimenti ufficiali in risposta alla polemica.
Secondo On Location:
- Jezeršek è stato scelto esclusivamente per le tre sedi di Cortina per motivi logistici (vicinanza geografica).
- L’azienda slovena impiegherà ingredienti locali italiani, chef italiani e personale del territorio nelle preparazioni.
- Tutte le altre venue olimpiche dislocate nelle altre zone italiane (compresa Milano) saranno servite da catering italiani.
In questo modo, gli organizzatori assicurano che l’esperienza gastronomica – parte integrante dell’offerta hospitality – sarà coerente con la promozione della cucina italiana, pur sfruttando la presenza di un fornitore estero per particolari esigenze tecniche e logistiche.
La notizia è rimbalzata anche su testate estere, ove si registra l’attenzione per le reazioni italiane in merito alla scelta di Jezeršek. Alcuni quotidiani stranieri riportano la vicenda come esempio di come la politica dell’identità nazionale possa intrecciarsi alle grandi manifestazioni internazionali, evidenziando titoli in cui si parla di “italiani nervosi” per la presenza di catering sloveno.
Nonostante il tema gastronomico sia quello più recente, le polemiche attorno a Milano-Cortina 2026 non si limitano all’ambito culinario. Altri dibattiti riguardano l’organizzazione della sicurezza (come la prevista collaborazione con l’agenzia statunitense ICE) e questioni culturali legate alle minoranze locali, come i Ladini del Cadore, che chiedono maggiore visibilità nei programmi ufficiali della Cerimonia d’Apertura.

