MONTALCINO – L’anno enologico 2026 si apre con un colpo di scena nel cuore del Brunello italiano: la storica Tenuta Cerbaia di Montalcino passa nelle mani della famiglia Lee, nucleo imprenditoriale di origine coreana con base a Londra, in un’operazione che conferma l’attrattività crescente della denominazione toscana per capitali internazionali.
Situata sulle colline tra i 350 e i 400 metri di altitudine, su circa 12 ettari di cui 5 vitati, Cerbaia si distingue da decenni per una produzione vitivinicola orientata al classico Brunello di Montalcino, con circa 18.000 bottiglie all’anno e una filosofia produttiva che punta su rispetto del terroir, basse rese e profilo autentico.
L’operazione, confermata dalle cronache del settore, non è un semplice cambio di proprietà ma un’affermazione nel mercato globale del vino italiano: i vigneti di Montalcino, secondo analisti e osservatori, rappresentano una delle aree più ambite per gli investimenti, con quotazioni che raggiungono punte di mercato vicino al milione di euro per ettaro.
Un progetto tra continuità e concretezza
Alla guida dell’azienda per la nuova fase è stato chiamato Agostino Lippi, professionista con esperienza consolidata nelle realtà vitivinicole di Montalcino e Maremma. Lippi ha delineato un progetto improntato alla continuità con la tradizione locale, con scelte produttive calibrate “secondo un approccio graduale, rispettoso della storia del luogo”, che mira a preservare l’identità del vigneto senza stravolgimenti.
La strategia riflette quella di altri investitori stranieri e italiani che in questi anni hanno puntato sui vigneti ilcinesi non solo come asset produttivo, ma come patrimonio di qualità, attrattivo per mercati globali e appassionati provenienti da ogni continente.
Il Brunello e l’appeal internazionale
Per il Consorzio del Brunello di Montalcino, che ha commentato positivamente l’acquisizione, l’interesse che proviene da realtà come quella della famiglia Lee testimonia la forza di un territorio che, pur radicato nella tradizione contadina e vitivinicola italiana, non smette di guardare oltre i confini nazionali.
Negli ultimi anni, gli operatori internazionali hanno progressivamente aumentato la loro presenza nel comprensorio ilcinese, attratti non solo dal valore economico dei vigneti ma dal prestigio storico e qualitativo del Brunello di Montalcino. Un fenomeno che non accenna a rallentare, secondo gli analisti, e che posiziona l’area tra le destinazioni più strategiche per investitori e amanti del vino di qualità.

