Nell’anno in cui il vino italiano celebra nuove affermazioni sui palcoscenici internazionali, Masciarelli Tenute Agricole segna una tappa significativa entrando ufficialmente nella Fondazione Altagamma, l’organizzazione che riunisce le eccellenze italiane del lusso e della cultura creativa. Un riconoscimento che non premia solo la qualità enologica, ma anche la visione strategica di un’impresa vitivinicola capace di coniugare tradizione, innovazione e internazionalità.
Fondata nel 1981 dall’intuizione imprenditoriale di Gianni Masciarelli, figura pionieristica dell’affermazione del vino abruzzese moderno, la cantina ha trasformato la sua passione per il terroir in un progetto articolato che va ben oltre la produzione di bottiglie. Con vigneti e uliveti di proprietà distribuiti nelle quattro province abruzzesi — Chieti, Teramo, Pescara e L’Aquila — Masciarelli è tra le realtà più significative della regione per estensione e biodiversità produttiva.
Numeri, territori e portfolio produttivo
Oggi l’azienda conta oltre 60 particelle di vigneti di proprietà in più di una dozzina di comuni, estendendo i suoi territori di coltivazione dalla collina al mare e fino alle zone più interne dell’Abruzzo, con terreni e microclimi assai diversificati.
La produzione vitivinicola si attesta tra 2 e 2,5 milioni di bottiglie all’anno, distribuite in oltre 55 Paesi nel mondo, con una gamma di 22 etichette suddivise in sette linee principali come Villa Gemma, Iskra, Marina Cvetic, Castello di Semivicoli, Gianni Masciarelli, Linea Classica e La Botte di Gianni.
Nel portfolio spiccano vini iconici come il Montepulciano d’Abruzzo Villa Gemma — primo Montepulciano ad aggiudicarsi il titolo di Miglior Vino d’Italia secondo le guide di settore — e altre referenze territoriali a forte identità come l’Abruzzo Pecorino DOC e il Cerasuolo d’Abruzzo DOC Superiore.
Visione e leadership imprenditoriale
Il progetto di Masciarelli è da sempre legato alla figura del suo fondatore: Gianni, che già dagli anni ’80 adottò tecniche come l’addottamento della potatura a Guyot e l’uso di barrique francesi per l’affinamento delle cuvée autoctone, contribuendo a elevare il profilo qualitativo dei vini abruzzesi.
Dopo la scomparsa di Gianni nel 2008, la guida dell’azienda è passata a Marina Cvetic Masciarelli, supportata dalle figlie — in particolare Miriam Lee Masciarelli — che hanno saputo espandere la presenza internazionale, consolidare i mercati esteri e valorizzare il brand su scala globale senza rinunciare alle radici territoriali.
Parte integrante della strategia di valorizzazione è anche Castello di Semivicoli, dimora seicentesca restaurata tra il 2004 e il 2009 e trasformata in relais e centro di wine tourism immerso nei vigneti. Questo progetto riflette l’approccio integrato di Masciarelli al vino come esperienza culturale e sensoriale.
L’ingresso di Masciarelli nella Fondazione Altagamma non rappresenta solo un riconoscimento per l’azienda abruzzese, ma un segnale forte della crescente centralità dei vini del Mediterraneo nel panorama dei grandi vini italiani. La combinazione di terraggio storico, capacità produttiva significativa e visione culturale dell’impresa colloca Masciarelli tra i protagonisti del racconto contemporaneo del Made in Italy nel mondo.
In un mercato globale sempre più attento alla qualità, alla sostenibilità e alla storytelling territoriale, questo nuovo capitolo segna per Masciarelli — e per l’intero Abruzzo del vino — una conferma di eccellenza e di prospettive future profondamente radicate nella propria terra e rivolte al mondo.

