Nel fermento vitivinicolo della Maremma toscana, la giovane Tenuta del Nicchio continua a farsi notare non solo per l’ambizione dei suoi progetti, ma anche per l’alta qualità espressa dalle sue etichette. Al centro dell’attenzione c’è Il Nicchio 2022, Toscana IGT rosso che punta a entrare tra i nomi di riferimento dei grandi Cabernet Franc italiani.
La tenuta è il frutto dell’esperienza pluridecennale di Lodovico Antinori e della figlia Sophia Antinori, già artefici di importanti realtà bolgheresi come Tenuta di Biserno e, in passato, Tenuta dell’Ornellaia. Fondata ufficialmente nel 2020, l’azienda conta circa 12 ettari di vigneti tra Castagneto Carducci e Bolgheri, su suoli complessi, ricchi di limo, sabbia e argilla che beneficiano delle brezze tirreniche.
Un rosso cruciale nel DNA toscano
A differenza di molti “supertuscan” più tradizionali, Il Nicchio gioca su una base di Cabernet Franc con una piccola quota di Merlot, vinificato con cura e affinato in barrique per oltre 16 mesi. La versione 2022 si presenta con un colore rosso purpureo carico, bouquet aromatico intenso che spazia da frutti neri maturi a spezie, erbe mediterranee, tabacco e tocchi balsamici, suggerendo una fascia organolettica verticale e multi‑stratigata.
Sul palato il sorso è pieno, concentrato e polposo, sorretto da una buona acidità e tannini fitti ma eleganti, con un finale lungo e complesso che richiama frutti scuri e note balsamiche. Questo profilo gustativo conferma la volontà del vino di unire struttura internazionale e identità territoriale mediterranea.
Critiche e aspettative
Secondo fonti europee specializzate, le annate di riferimento di questo progetto (come il 2021) hanno raccolto punteggi tra 94 e 99 punti dalle principali guide internazionali — Wine Advocate, Vinous, James Suckling e Decanter — segno di un forte interesse critico nei confronti di Il Nicchio come di altri rossi di qualità emergente in Toscana.
In particolare, nelle valutazioni 2021 il blend a base Cabernet Franc è stato descritto come armonioso, potente e dotato di note terrose e speziate, con grande capacità di invecchiamento (potenziale stimato fino al 2046 o oltre).
Il contesto di Tenuta del Nicchio
Il progetto della tenuta non si limita a Il Nicchio. Accanto a questa etichetta si sviluppano altri vini, come Le 2 Ville Toscana IGT, che punta a un’espressività più fresca e immediata con percentuali variabili di Cabernet Franc, Merlot e Ciliegiolo, rivelando la versatilità dell’azienda e la sua ambizione di coprire diversi segmenti di mercato.
Conclusione: tra tradizione e modernità
Con Il Nicchio 2022, Tenuta del Nicchio sembra aver trovato una formula capace di bilanciare la classicità del Cabernet Franc alla toscana con una visione internazionale, supportata da una gestione tecnica di alto profilo e collaborazioni di rilievo. In un periodo in cui l’enologia italiana continua a ridefinire i propri confini stilistici, questa etichetta si propone come uno degli esempi più interessanti e promettenti di “rosso di carattere” della costa toscana.

