La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, propone un rafforzamento a sostegno dell’agricoltura nel prossimo bilancio pluriennale.
Il lieto annuncio accoglie le richieste dell’Italia riguardo alla modifica proposta sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale: una manovra che, a partire dal 2028, renderà disponibili ulteriori 45 miliardi di euro destinati alla Politica Agricola Comune.
Tale provvedimento, unito alle risorse aggiuntive già erogate a novembre 2025 per rispondere alle richieste del Parlamento europeo, persegue l’obiettivo di garantire il mantenimento dell’attuale livello di finanziamento anche in prospettiva futura: una garanzia fondamentale per gli agricoltori italiani ed europei.
Come affermato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, il negoziato dimostra un importante sostegno a favore dell’agricoltura europea, suscitando grande soddisfazione per i progetti presentati dal Governo italiano, che ottiene una considerazione sempre maggiore da parte di Bruxelles. In particolare, il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida spiega che, una volta operativa — a seguito dei negoziati sul bilancio — tale decisione porterà al settore agricolo italiano circa 10 miliardi di euro aggiuntivi.
Ciò conferma la serietà del lavoro svolto dall’Italia, che non si è fermata alla prima proposta avanzata da Bruxelles — nella quale venivano destinati al Paese solo 31 miliardi di euro — ma ha perseguito con fermezza e determinazione i propri obiettivi, raggiungendo i risultati prefissati.
Un’iniziativa che, oltre a scongiurare un taglio del 22% alle risorse destinate all’agricoltura nel periodo 2028-2034, incrementa di un miliardo di euro la dotazione finanziaria rispetto al ciclo 2021-2027. Ciò rassicura gli agricoltori italiani, che potranno continuare a tutelare il territorio e la qualità alimentare, beneficiando del riconoscimento di un reddito adeguato.
Un ulteriore elemento di rilievo riguarda il mutamento del ruolo dei governi nazionali, che non decideranno più autonomamente la destinazione delle risorse per settore: sarà la Commissione europea a stabilirne l’ammontare e a destinarle esclusivamente al comparto primario, evitando il loro impiego in attività non pertinenti. In particolare, la Commissione vincolerà l’utilizzo di 5 miliardi di euro del cosiddetto “Rural target” a misure agricole nelle aree rurali e assegnerà inoltre al settore primario ulteriori 4,7 miliardi di euro, provenienti dalla riserva non allocata del budget italiano.
Un segnale che dimostra come l’Europa riaffermi gli ideali dei suoi fondatori, restituendo la giusta attenzione a un settore che negli ultimi anni era stato erroneamente trascurato.
Una vera e propria azione politica volta a tutelare l’intero comparto agricolo, riconoscendone il ruolo prioritario e salvaguardandone la produzione.

