Mentre le luci restano accese e la prima ondata dei brindisi e dei banchetti si assesta, il Natale 2025 si chiude sul fronte dei consumi con un dato significativo: gli italiani hanno speso circa 3 miliardi di euro per la tavola tra Vigilia, Natale e Santo Stefano, secondo l’analisi di Coldiretti sulle abitudini alimentari e le scelte delle famiglie italiane.
In un clima in cui la convivialità resta al centro delle tradizioni, oltre il 91% delle famiglie ha scelto di festeggiare le festività in casa propria o da parenti e amici, consolidando il valore del rito domestico e comunitario.
Tradizione e Made in Italy: la spesa sotto la lente
La spesa per il “pranzo della festa” ha privilegiato fortemente prodotti italiani e km zero, con un forte peso di ingredienti simbolici della nostra cultura gastronomica: pesce, carni e salumi guidano la classifica delle spese alimentari, seguiti da spumanti, vini, dolci come panettone e pandoro, ortaggi e prodotti da forno.
La scelta riflette non solo l’attaccamento alle tradizioni culinarie, ma anche una forma di sostegno all’economia locale e alle filiere nazionali, incentivata dal recente riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Unesco.
A tavola con moderazione (e fantasia)
Otto persone in media si sono sedute attorno alla tavola natalizia, con preparazioni che hanno richiesto quasi tre ore di “dedizione ai fornelli”, sebbene quasi una famiglia su dieci abbia optato per piatti pronti o portati da altri.
Ma il vero protagonista di Santo Stefano è stato il cosiddetto “rito degli avanzi”: l’84% delle famiglie ha riportato in tavola ciò che non è stato consumato nei due giorni festivi precedenti, trasformando gli avanzi in nuove pietanze e dando vita a ricette creative e sostenibili.
L’approccio anti-spreco è ormai parte integrante delle feste: oltre a ridurre i rifiuti, riutilire gli avanzi — dal lesso per un ragù al pane raffermo per bruschette o pudding dolci — diventa occasione per riscoprire sapori e tradizioni familiari.
Questa tendenza verso un consumo più ponderato e sostenibile non è isolata: altre rilevazioni sul Natale 2025 mostrano come, pur restando la tavola il fulcro delle celebrazioni, ci sia una cautela crescente nelle spese complessive rispetto agli anni passati, rispecchiando fenomeni più ampi di adattamento dei bilanci familiari. (ANSA.it)
In definitiva, il Natale gastronomico degli italiani del 2025 racconta un equilibrio tra il piacere di condividere piatti tradizionali, l’orgoglio per i prodotti italiani e una ritrovata creatività nel ridurre lo spreco: uno spirito collettivo che riflette non solo gusti e ritmi, ma anche valori culturali e ambientali.

