Milano – La notte di Capodanno non è solo una questione di festa, ma di atmosfera, dettagli e scelte che raccontano un modo di vivere. Tra queste, il vino occupa un ruolo centrale: non semplice accompagnamento, ma vero e proprio protagonista del brindisi che segna il passaggio al nuovo anno. Negli ultimi anni, l’attenzione verso le bollicine italiane è cresciuta in modo esponenziale, complice una qualità sempre più alta e una forte identità territoriale che non teme confronti internazionali.
Dalle colline piemontesi alle alture lombarde, passando per l’Alto Adige, l’Italia offre oggi una straordinaria varietà di spumanti capaci di unire finezza, complessità e versatilità a tavola. Ecco cinque etichette che interpretano al meglio questo spirito e che meritano di essere stappate nella notte più attesa dell’anno.
Alta Langa DOCG – Bera (Piemonte)
Tra le denominazioni più giovani ma già consolidate del panorama spumantistico italiano, l’Alta Langa DOCG rappresenta una delle espressioni più autentiche del Metodo Classico piemontese. Pinot Nero e Chardonnay, lunghi affinamenti sui lieviti e una vocazione dichiaratamente gastronomica: la versione firmata Bera si distingue per precisione aromatica, perlage fine e un equilibrio che rende il sorso elegante ma mai prevedibile. 
È la bottiglia ideale per iniziare la serata, accompagnando antipasti di mare o crudité, ma anche per un brindisi anticipato, quando l’attesa è ancora carica di promesse.
Caluso Spumante DOCG Cuvée – Orsolani (Piemonte)
Meno dal grande pubblico, ma sempre più apprezzato dagli appassionati, il Caluso Spumante DOCG è una delle gemme del Canavese. A base di Erbaluce, vitigno autoctono di grande carattere, la Cuvée di Orsolani racconta una storia di territorio, artigianalità e tempo. Al naso emergono note di frutta matura e lieviti, mentre al palato la freschezza si unisce a una struttura solida e persistente.
Una bollicina che ama la tavola e che si presta ad accompagnare piatti più strutturati, perfetta per una cena di Capodanno che va oltre il semplice aperitivo.
Terlaner Primo Gran Cuvée 2022 – Cantina Terlano (Alto Adige)
Più che uno spumante tradizionale, la Terlaner Primo Gran Cuvée 2022 è una dichiarazione di stile. Cantina Terlano, storica cooperativa altoatesina, firma un vino di grande complessità ottenuto da un blend selezionato di varietà bianche, capace di unire freschezza alpina e profondità aromatica. 
È una scelta raffinata, pensata per chi ama degustare con calma e trasformare il brindisi in un momento di vera contemplazione. Ideale tra una portata e l’altra, o per accompagnare piatti importanti a base di pesce o carni bianche.
Franciacorta “Cuvée Prestige – Edizione 47” – Ca’ del Bosco (Lombardia)
Quando si parla di bollicine italiane di alta gamma, il Franciacorta resta un punto di riferimento imprescindibile. La Cuvée Prestige – Edizione 47 di Ca’ del Bosco è una sintesi riuscita di eleganza e riconoscibilità: un Extra Brut che nasce da un assemblaggio sapiente di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, con affinamenti studiati per garantire costanza e qualità. 
È la bottiglia “sicura”, ma mai banale, perfetta per il brindisi di mezzanotte e capace di mettere d’accordo palati diversi, dal più esperto al più curioso.
Oltrepò Pavese Metodo Classico “Cuvée dell’Angelo” 2013 – Castello di Cigognola (Lombardia)
Chi cerca una bollicina dal carattere deciso e dalla forte identità dovrebbe guardare all’Oltrepò Pavese, terra storica del Pinot Nero italiano. La Cuvée dell’Angelo 2013 di Castello di Cigognola, con il suo lungo affinamento sui lieviti, è uno spumante di grande profondità e personalità. Le note evolute, la struttura e la persistenza lo rendono ideale per la parte finale della serata, magari in abbinamento a piatti ricchi o come calice da meditazione per salutare l’anno che si chiude. 
Scegliere una bollicina per Capodanno significa raccontare qualcosa di sé: attenzione ai dettagli, amore per il territorio, desiderio di qualità. Che si tratti di un Metodo Classico piemontese, di un Franciacorta iconico o di un Oltrepò Pavese di carattere, il vero lusso resta la consapevolezza di ciò che si versa nel calice.

