L’accordo, perfezionato alla fine del 2025, porta 9,1 milioni di euro già saldati sul totale pattuito e segna la conclusione di un lungo processo di razionalizzazione avviato da IWB nell’ambito del suo “One Company Project”, che aveva reso disponibili per la vendita gli impianti sin dal giugno 2024.
Per il Gruppo Caffo, già noto principalmente per l’Amaro del Capo, l’acquisizione di Valle Talloria è una mossa strategica di crescita: lo stabilimento piemontese diventerà infatti la nuova casa della produzione e dell’archivio storico del marchio Cinzano — storico simbolo del vermouth e dello spumante italiano fondato nel 1757 e oggi distribuito in oltre 100 paesi del mondo.
L’operazione si innesta su una fase di grande trasformazione per Cinzano: nel 2025 Caffo aveva già acquistato il brand da Campari per circa 100 milioni di euro, nell’ambito della strategia di quest’ultima di concentrarsi sulle categorie core del proprio portafoglio.
Secondo le dichiarazioni ufficiali raccolte alla firma dell’accordo, la scelta di portare nella regione delle Langhe — già patrimonio Unesco — la produzione di Cinzano non è casuale: il territorio è profondamente radicato nella tradizione vinicola italiana e offre vocazione qualitativa e prestigio internazionale. Lo stabilimento non sarà solo un hub produttivo, ma anche un contenitore di memoria storica, con l’archivio del marchio destinato a divenire un elemento di identità e valorizzazione culturale.
Per IWB, la cessione di Valle Talloria rappresenta l’epilogo di una fase di ottimizzazione degli asset non più strategici per il gruppo vinicolo quotato su Euronext Growth Milan. Le risorse liberate dall’operazione si inseriscono in un percorso di focalizzazione produttiva e finanziaria avviato dalla società per sostenere la sua competitività nel mercato globale.
Nel complesso l’operazione offre una prospettiva interessante per il comparto: dal recupero e rilancio di un sito storico alla possibilità di rafforzare l’identità produttiva di marchi simbolo come Cinzano, fino all’ottimizzazione industriale di realtà industriali come IWB. Il 2026 si profila dunque come un anno cruciale per la messa a regime delle nuove produzioni nella Valle Talloria, con possibili effetti positivi sulle dinamiche occupazionali e sull’attrattività del territorio piemontese nel panorama vitivinicolo mondiale.

