La famiglia Veronesi — nota al grande pubblico per i suoi successi nel mondo della moda con brand come Intimissimi, Calzedonia, Tezenis e Falconeri — ha deciso di portare le sue ambizioni in una nuova direzione: quella del vino. Con la catena di enoteche-ristoranti Signorvino, da tempo attiva nella distribuzione, il gruppo ha scelto ora di cimentarsi nella produzione, scommettendo su un terroir unico e radicale.
Il progetto si chiama Ert1050 — “Ert” nel dialetto trentino significa “costa di monte”, mentre “1050” indica l’altitudine in metri: la novità è una cantina posta a quota 1.050 metri sull’altopiano di Brentonico (Trentino), un primato difficilmente eguagliabile in Europa per una vinificazione di metodo classico.
Le vigne — circa 12 ettari — si distribuiscono tra 600 e 1.050 metri, su versanti nord e sud, in un terreno calcareo ricco di microfossili, capace di conferire mineralità ai vini.
Le condizioni pedoclimatiche sono vicine a quelle della Champagne: altitudine e clima freddo aiutano a conservare l’acidità, elemento fondamentale per uno spumante di qualità, e rappresentano anche una strategia preventiva contro gli effetti del cambiamento climatico.
La cantina — descritta come “moderna come una stazione spaziale” — rimane però coerente con il paesaggio alpino, con vasche in acciaio per vinificazioni separate e una barriccaia in preparazione.
Il primo vino in uscita è un metodo classico — 100% Chardonnay — in edizione limitata: appena 5.000 bottiglie raccolte sotto la nuova etichetta Ert1050. Il millesimato 2022, “brut” con 5 g/l di residuo zuccherino, si distingue per profumi delicati di fiori bianchi e mela golden; per il 2023, invece, si attende una versione più complessa, grazie all’aggiunta di un 10% di vino da riserva maturato in barrique.
Per molto tempo, Signorvino è stata soprattutto un’enoteca e un canale distributivo, con un modello imprenditoriale basato su retail, ristorazione, wine-box ed e-commerce.
Recentemente però la strategia si è evoluta: grazie a successive acquisizioni (vigneti nel Lazio con Tenimenti Leone, in Sardegna con Podere Guardia Grande, nelle Marche con Villa Bucci, in Veneto con La Giuva, in Piemonte con Pico Maccario), l’obiettivo è costruire una filiera propria, dalla vigna al calice — non più solo vendere, ma produrre.
Il progetto Ert1050 è l’emblema di questa svolta: un investimento di lungo termine pensato per dare vita a un “Trentodoc di montagna”, con una visione futura che include anche un’ospitalità diffusa: nel 2027 è prevista l’inaugurazione di una foresteria con 10 camere con vista sulle Alpi, per offrire un’esperienza enoturistica completa.
La promessa è ambiziosa: portare un metodo classico in alta quota, sfruttando terroir e altitudine, con un occhio alla sostenibilità e al cambiamento climatico. Ma le difficoltà non mancano. L’enologo incaricato, Matteo Moser, è cosciente che servono almeno dieci anni prima che il progetto entri a regime: i tempi del metodo classico non si comprimono.
Allo stesso tempo, il mercato — anche quello del vino — vive una fase complessa: un eccesso di offerta, consumi in stagnazione, e una certa cautela da parte dei consumatori. Per la famiglia Veronesi, la risposta è puntare sul desiderio più che sul bisogno: offrire esperienze, storie, valori. “Semplicità e convivialità” sono le chiavi del loro metodo.
Ert1050 non è solo un nuovo prodotto, ma un manifesto: dimostra che la famiglia Veronesi non si accontenta di essere distributore, vuole diventare protagonista della filiera vitivinicola italiana, puntando su territori, terroir e visioni autentiche. Se l’“azzardo” darà i suoi frutti, potremmo trovarci di fronte a un nuovo paradigma: lo spumante di montagna, radicato nel Trentino, con ambizioni internazionali.

