Il primo novembre scorso, all’ di Firenze, si è tenuta la quarta edizione del Greek Wine Day, appuntamento che riunisce operatori, giornalisti e appassionati per esplorare la viticoltura greca contemporanea.
La rassegna ha coinvolto 47–49 cantine elleniche e oltre 200 etichette, secondo le fonti, e ha proposto un banco d’assaggio aperto al pubblico a partire da mezzogiorno. Momento di grande rilievo è stato il confronto inedito fra il Vinsanto di Santorini (PDO) e il Vin Santo del Chianti Classico (DOC), due icone della dolcezza e dell’appassimento che, pur condividendo la tecnica dell’aggrappatura degli acini, riflettono matrice territoriale e culturale profondamente diversa.
L’evento, ideato da Haris Papandreou e realizzato in collaborazione con il FISAR Firenze sotto il patrocinio del Consolato Onorario della Grecia a Firenze, ha consolidato la sua formula: una sessione dedicata al mondo B2B al mattino (importatori, ristoratori, stampa) e un banco d’assaggio nel pomeriggio rivolto a winelover e professionisti.
Alla base della manifestazione c’è l’idea di far conoscere – con concretezza e non solo con curiosità – la biodiversità viticola greca, i vitigni autoctoni e le loro declinazioni moderne. Fra i nomi più ricorrenti: Assyrtiko, Xinomavro, Malagousia e Vidiano; ma anche varietà meno note come Rozaki e Debina hanno attirato l’attenzione.
Rispetto alle prime edizioni, l’evento si presenta oggi con una massa critica tale da permettere veri percorsi conoscitivi, non solo assaggi sporadici: quasi cinquanta aziende, presenti fisicamente o per rappresentanza, da zone che spaziano dalla Macedonia a Creta, dalle Cicladi al Peloponneso.
La rilevanza del Greek Wine Day in Italia non risiede solo nel numero, ma anche nella capacità di abbattere stereotipi: il vino greco non è più percepito come curiosità esotica, bensì come realtà enologica con una propria identità e potenzialità.
Fra le bottiglie che hanno suscitato interesse:
- Vidiano 2023 di Zacharioudakis, per il suo profilo “sapido-solare” di isola.
- Assyrtiko 2023 di Terra Grazia, “tensione e sale” a rappresentare l’identità del vitigno.
- Xinomavro “heritage” 1999 di Chrisohoou Estate, testimonianza della longevità di alcuni rossi greci.
La comparazione fra Vinsanto e Vin Santo ha inoltre evidenziato differenze significative in materia di gradazione alcolica, colore e stile, pur partendo dallo stesso metodo di appassimento.

