In Champagne si torna tra i filari con largo anticipo. Le alte temperature registrate tra fine luglio e l’inizio di agosto hanno accelerato la maturazione delle uve, spingendo molte maison a iniziare la raccolta già nei giorni scorsi. Un anticipo che non sorprende gli operatori del settore, sempre più abituati a confrontarsi con i nuovi ritmi dettati dal cambiamento climatico.
Secondo quanto riferito dal Comité Champagne, l’organo che rappresenta viticoltori e case produttrici, le condizioni delle uve sono “eccezionali” e fanno ben sperare in un millesimo di alto profilo. “La sanità dei grappoli è ottima, gli zuccheri sono ben equilibrati e l’acidità resta viva: tutto lascia presagire un’annata di grande eleganza”, si legge nella nota diffusa questa settimana.
Non è la prima volta che la regione assiste a un’anticipazione della vendemmia: negli ultimi vent’anni, il fenomeno è diventato sempre più frequente, con raccolte che iniziano anche due settimane prima della media storica.
Ma l’ottimismo qualitativo si inserisce in un contesto commerciale più complesso. Nel 2024, le spedizioni di Champagne hanno subito un calo del 9,2%, attestandosi a 271 milioni di bottiglie, secondo i dati ufficiali del Comité. Un rallentamento attribuito a fattori macroeconomici, dalla contrazione dei consumi nei mercati occidentali all’ascesa di competitor internazionali.
Clima, tempistiche, qualità e mercati: la vendemmia 2025 si annuncia, per la Champagne, come un crocevia delicato tra le eccellenze del terroir e le incognite globali. Una sfida che il settore vitivinicolo sembra affrontare con competenza e una rinnovata consapevolezza ambientale.

