Giovanni Busi è stato riconfermato presidente del Consorzio Vino Chianti per il quinto mandato consecutivo. Un segnale di forte coesione all’interno del consorzio, che ha scelto la linea della continuità in un momento in cui il settore vitivinicolo è chiamato a reinventarsi tra crisi dei consumi, nuove abitudini e pressione internazionale.
“Sono onorato della fiducia ricevuta. Il prossimo triennio sarà cruciale: dobbiamo lavorare per rafforzare l’identità del Chianti e dare valore alla filiera”, ha dichiarato Busi subito dopo l’elezione, avvenuta durante l’assemblea dei soci.
Una leadership votata al rilancio
Durante i mandati precedenti, Busi ha portato avanti una politica orientata alla promozione internazionale, al sostegno dei piccoli produttori e alla tutela della denominazione. Il nuovo mandato proseguirà su questa rotta, con un’attenzione particolare al sostegno della domanda interna e all’ampliamento dei mercati esteri.
L’assemblea ha anche definito la nuova governance del consorzio, che vede una partecipazione ampia e rappresentativa del tessuto produttivo, segno di una volontà di inclusione e di confronto costante tra le anime della denominazione.
Il ruolo del Consorzio Vino Chianti
Il Consorzio Vino Chianti, fondato nel 1927, rappresenta oggi oltre 3.000 aziende, con circa 15.000 ettari di vigneti e una produzione che supera i 100 milioni di bottiglie all’anno. È l’organismo incaricato della tutela, promozione e valorizzazione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita Chianti, una delle più storiche e riconosciute del panorama enologico italiano.
Il consorzio svolge anche un ruolo fondamentale nei controlli di qualità, nella difesa legale della denominazione contro le imitazioni e nella promozione delle pratiche sostenibili. La sua azione si estende dal supporto tecnico alle campagne promozionali in Italia e all’estero, fino alla partecipazione attiva in tavoli istituzionali e fiere di settore.
Prospettive per il futuro
Tra le priorità del nuovo triennio ci sono: la valorizzazione del legame tra vino e territorio, l’incremento della presenza del Chianti nei mercati emergenti e un piano strutturato di comunicazione rivolto alle nuove generazioni di consumatori. Si lavorerà anche su una maggiore trasparenza dei dati di filiera e sull’implementazione di tecnologie digitali per la tracciabilità e la promozione.
Il Chianti, simbolo dell’enologia toscana, si appresta così a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, forte di una guida esperta e di una comunità produttiva compatta.

