Nel corso del 2025 il mondo del vino ha registrato segnali di rallentamento anche nei mercati un tempo considerati “terra promessa”. Tra questi spicca **** i dati dell’Organizzazione Interprofessionale del Vino Spagnolo (Oive) sul mercato cinese, che evidenziano una fuga dalle bottiglie importate: importazioni complessive in valore di circa 1,25 miliardi di euro, con un calo del 14,6%, e volumi scesi a circa 207,2 milioni di litri (-26,7%) rispetto al 2024.
Dopo anni di forte crescita nei primi decenni del XXI secolo, la Cina ha visto ridursi progressivamente il peso del vino straniero. Nel 2017 il Paese registrava importazioni significative, pari a 751 milioni di litri, e un valore che aveva fatto sperare in un ruolo di primo piano nel futuro dell’enologia globale — numeri che oggi appaiono lontani.
Secondo i dati di Wine Monitor di Nomisma, e ripresi da più fonti di settore, nel 2025 le importazioni totali in Cina si sono attestate a circa 1,3 miliardi di euro, segnando un drastico -21% rispetto all’anno precedente.
Questa contrazione riflette un mercato sotto pressione, dove gli acquisti di vino straniero si riducono in maniera significativa, ridimensionando così le aspettative internazionali.
Diversi elementi contribuiscono a questa dinamica.
Calo della domanda interna: gli analisti segnalano che i consumi pro capite di vino in Cina sono diminuiti sensibilmente negli ultimi anni, con una contrazione stimata fino al -25%, pur rimanendo il Paese un grande mercato potenziale.
Riorientamento dei gusti: survey di settore indicano che cresce l’interesse verso vini domestici e prodotti ready-to-drink, insieme a preferenze per forme di consumo alternative.
Inventari elevati e costi di mercato: alcuni report indicano che inventari accumulati, costi logistici e prezzi medi più alti stanno frenando l’entusiasmo per gli acquisti massicci di bottiglie estere.
Non solo Italia: anche altri Paesi esportatori risentono della flessione cinese. La Francia e il Cile vedono diminuire le proprie quote di mercato, mentre l’Australia mantiene una posizione di leadership tra i fornitori, pur con numeri in calo.
Nonostante la contrazione attuale, alcuni analisti internazionali suggeriscono che nel medio-lungo termine il mercato cinese potrebbe stabilizzarsi o evolvere verso segmenti premium e nuove tipologie di consumo, come i vini biologici o le bollicine di qualità.
Tuttavia la traiettoria resta incerta: l’industria mondiale del vino sta assistendo a una revisione delle aspettative, con una globalizzazione più prudente e un’attenzione crescente verso mercati alternativi emergenti.

