Un passaggio simbolico, prima ancora che istituzionale. Con il suo ingresso nel circuito , il museo L’Anima del Vino consolida un percorso che ha trasformato la cultura della vite in linguaggio artistico, restituendo al territorio astigiano una narrazione identitaria intensa e contemporanea.
Ospitato all’interno del Centro Enoturistico Il Risveglio del Ceppo della Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, a , il museo nasce da un’intuizione semplice: recuperare ceppi di vite segnati dalla fillossera, salvandoli dalla distruzione e reinterpretandoli come opere d’arte. Materia viva che diventa racconto. Radici che si trasformano in memoria condivisa.
Le opere accompagnano il visitatore in un percorso che non è soltanto espositivo, ma esperienziale. Ogni ceppo conserva tracce di stagioni, di vendemmie, di lavoro agricolo: frammenti di una storia collettiva che attraversa generazioni. Il vino, in questo contesto, non è solo prodotto, ma espressione culturale.
L’ingresso nella rete museale rappresenta un riconoscimento che rafforza il dialogo tra impresa e istituzioni, tra economia agricola e patrimonio culturale.
Maurizio Bologna sottolinea con tono misurato ma convinto: «L’ingresso di “L’Anima del Vino” nel circuito di Asti Musei rappresenta un riconoscimento che va oltre il museo stesso: è un attestato di valore per il territorio, per la sua storia vitivinicola e per la comunità che ogni giorno lavora per custodirla e innovarla. Questo progetto nasce dalla nostra terra e alla nostra terra restituisce identità, cultura e prospettiva.»
Accanto a lui, Enzo Gerbi interpreta l’iniziativa come evoluzione naturale di una filosofia produttiva fondata sulla qualità e sulla ricerca: «Ogni ceppo recuperato è una testimonianza. Trasformarlo in opera significa dare continuità alla sua storia. Qui il vino si racconta attraverso la materia stessa della vite, in un dialogo tra agricoltura, arte e consapevolezza. È un modo elegante e autentico per esprimere la Barbera d’Asti.»
Il museo si inserisce così in una visione più ampia, che valorizza il paesaggio vitivinicolo del territorio – patrimonio di cultura e tradizione – e lo interpreta con linguaggi contemporanei. Un ponte tra passato e futuro, tra radici profonde e sguardo innovativo.
In occasione dell’ingresso nel circuito Asti Musei, il museo sarà aperto al pubblico venerdì 27 febbraio dalle ore 18, offrendo l’opportunità di vivere da vicino un’esperienza che unisce arte, vino e identità territoriale in un’unica narrazione coerente e raffinata.
Seguirà l’Aperivino, momento conviviale pensato per condividere con la comunità e gli ospiti questo nuovo traguardo: un brindisi simbolico che celebra non solo l’ingresso nella rete museale, ma l’anima stessa di un territorio che continua a raccontarsi attraverso la vite e il vino.

