Il segna una svolta nel percorso evolutivo della denominazione: con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle modifiche al disciplinare, diventa ufficiale la menzione “Superiore” per il Morellino di Scansano DOCG. Un passaggio che consolida formalmente una tipologia già presente nelle scelte produttive di diverse aziende, collocandola in una fascia intermedia tra l’Annata e la Riserva.
Non si tratta dunque di un vino “nuovo” in senso assoluto, ma di una definizione normativa che valorizza una selezione qualitativa già radicata nel territorio. L’obiettivo è chiaro: offrire maggiore chiarezza al consumatore e rafforzare l’identità del Morellino sui mercati, soprattutto internazionali, dove le denominazioni strutturate e ben segmentate risultano più leggibili e competitive.
Il disciplinare stabilisce criteri più rigorosi rispetto alla versione Annata. La base ampelografica resta fortemente identitaria, con almeno l’85% di Sangiovese, vitigno simbolo della Maremma vitivinicola, affiancato da una quota minoritaria di altri vitigni a bacca nera non aromatici. A fare la differenza sono soprattutto rese più contenute e un periodo di affinamento più lungo: l’immissione al consumo è consentita solo a partire dal 1° gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia. Un tempo che permette al vino di sviluppare maggiore struttura, profondità e armonia.
Il risultato atteso è un profilo organolettico più maturo e complesso, capace di coniugare concentrazione e finezza, senza perdere quella freschezza e bevibilità che hanno reso il Morellino uno dei rossi più apprezzati della Toscana costiera. La menzione Superiore si inserisce così in un disegno più ampio di crescita qualitativa della denominazione, che negli ultimi anni ha puntato su una maggiore definizione stilistica e su parametri produttivi più selettivi.
In un contesto competitivo dove le DOCG italiane investono sempre più in riconoscibilità e coerenza, questa novità rappresenta uno strumento strategico per rafforzare il posizionamento del Morellino di Scansano. La formalizzazione della tipologia Superiore non è solo un aggiornamento tecnico, ma un messaggio preciso al mercato: la Maremma continua a evolversi, puntando su qualità, identità territoriale e visione di lungo periodo.

