L’edizione 2026 di Wine Paris, il principale salone internazionale dedicato ai vini e ai distillati, conferma e rafforza l’Italia come protagonista indiscussa del settore. A pochi giorni dall’apertura ufficiale della manifestazione nella capitale francese, i dati che emergono dalle fonti di settore raccontano una partecipazione italiana da record, unita a una strategia di presenza articolata e capillare su più fronti.
Il bel paese si presenta con circa 30 partecipazioni collettive che coprono 25 aree vinicole diverse, un aumento di superficie espositiva del 25% rispetto all’anno precedente e una presenza di cantine italiane seconda solo alla Francia sul totale degli stand. Numeri che non soltanto sottolineano l’ampiezza quantitativa della partecipazione, ma anche la profondità e qualità dell’offerta tricolore.
Le aziende italiane spaziano dai grandi nomi storici – come Gaja, Masi, Tenuta San Guido, Tua Rita e Allegrini – fino alle realtà emergenti delle varie regioni, capaci di raccontare le molteplici identità dei territori vitivinicoli italiani. Regioni come Sicilia confermano una presenza robusta con oltre 30 aziende associate nell’ambito delle collettive regionali organizzate dagli istituti di tutela locali, sottolineando l’importanza di modelli di promozione collettiva nel mercato internazionale.
Le partecipazioni non si limitano ai grandi nomi: numerose iniziative regionali – come quelle del Friuli Venezia Giulia e del Lazio – hanno promosso bandi e selezioni per dare accesso alle piccole e medie imprese alla piazza parigina, contribuendo così a un mosaico sempre più articolato e completo di viticoltori italiani.
Wine Paris non è solo spazio espositivo ma anche piattaforma per confrontare tendenze e innovazione. L’edizione 2026 registra infatti un forte interesse per le categorie emergenti: dai vini senza alcol alla crescente attenzione per prodotti sostenibili, segno che il vino italiano non vuole soltanto mostrare la propria tradizione, ma anche intercettare nuovi segmenti di mercato.
Non va trascurato, poi, il peso che l’evento internazionale ha nei confronti dell’export: con oltre 60.000 visitatori attesi da almeno 155 paesi, Wine Paris rappresenta una tela globale per lanciare proposte, stringere accordi commerciali e consolidare relazioni imprenditoriali in ogni area del mondo.
La presenza italiana non si limita al cuore della fiera: durante i giorni dell’evento, masterclass, degustazioni, incontri e iniziative off-site – spesso in luoghi iconici della città – ampliano il racconto dei vini italiani. Progetti curati da consorzi, istituzioni e organismi privati contribuiscono a rafforzare il posizionamento del Made in Italy nei mercati internazionali, generando buzz mediatico e opportunità di business che superano i confini del Paris Expo.
In conclusione, l’Italia a Wine Paris 2026 non è semplicemente presente: è protagonista, ambasciatrice della biodiversità enologica italiana e protagonista di una narrazione che coniuga eccellenza, innovazione e internazionalizzazione. Un messaggio forte che il settore vuole riaffermare in un momento storico in cui la competizione globale sul vino si fa ogni anno più intensa e articolata.

