Pompei torna a far rivivere una delle sue tradizioni più antiche e significative: la produzione del vino. Nasce infatti un progetto vitivinicolo innovativo, frutto di una collaborazione pubblico-privato tra il Parco Archeologico di Pompei e l’azienda irpina Feudi di San Gregorio del Gruppo Tenute Capaldo, presentato ufficialmente il 3 febbraio 2026 a Roma con il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi.
L’iniziativa non è solo una operazione agricola, ma un progetto culturale e archeologico di portata storica: l’obiettivo è far rinascere nei terreni dell’antica città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. una vera vigna archeologica, coltivata con vitigni autoctoni della Campania, e realizzare una cantina biologica all’interno del sito.
Secondo quanto illustrato dai promotori, la produzione agro-enologica coinvolgerà varietà tradizionali come Aglianico e Piedirosso per i vini rossi e Greco, Falanghina e Fiano per i vini bianchi, puntando su un processo produttivo capace di coniugare sostenibilità, ricerca storica e qualità. La prima vendemmia vera è attesa tra circa tre anni, con una previsione produttiva di circa 30.000 bottiglie tra rossi e bianchi.
Questo progetto nasce dalla volontà di raccontare “il vino come simbolo della civiltà”, non solo come prodotto agricolo, ma come elemento culturale integrato nella storia quotidiana degli antichi romani. Le vigne sorgeranno su suoli vulcanici rimasti intatti per secoli, trasformando il parco archeologico in un laboratorio vivente di storia e agricoltura.
Secondo il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, l’iniziativa rappresenta una forma nuova di turismo esperienziale e di valorizzazione del patrimonio: i visitatori potranno non solo ammirare le domus e le vie antiche, ma anche comprendere la pratica viticola romana attraverso esperienze dirette nel cuore delle vigne.
Per Feudi di San Gregorio, partner privato del progetto, si tratta di un’importante sfida culturale: mettere a disposizione competenze agronomiche e storiche per dare vita a un’azienda vitivinicola che diventi ambasciatrice dell’identità italiana nel mondo, recuperando il legame storico con la viticoltura che in Campania ha origini profonde.
Con questa iniziativa Pompei non solo recupera una pratica agricola antica, ma apre un nuovo capitolo nel racconto della civiltà mediterranea, facendo del vino non solo un prodotto da degustare, ma un ponte tra passato e futuro.

