Parigi – Non è un rilancio qualsiasi quello che si prepara per i vini dell’Alto Adige a Wine Paris & Vinexpo Paris (9-11 febbraio 2026): è una conferma di crescita per una delle realtà più dinamiche e apprezzate dell’enologia italiana. Per il terzo anno consecutivo il Consorzio Vini Alto Adige, insieme a IDM Südtirol, organizza uno spazio collettivo che mette in luce l’identità territoriale di una denominazione piccola per dimensioni ma enorme per varietà e raffinatezza.
Con 26 aziende vinicole presenti allo stand istituzionale (Padiglione 5.1 | Stand C061), l’Alto Adige propone uno storytelling autentico e corale della sua viticoltura. L’obiettivo? Far conoscere la ricchezza espressiva di vitigni autoctoni e internazionali coltivati tra microclimi alpini e diverse altitudini, capaci di offrire vini di sorprendente precisione e carattere.
La regione, pur nei suoi circa 500.000 ettolitri di produzione annua, si distingue per una varietà che spazia dagli aromatici bianchi ai rossi eleganti. Tra i bianchi spiccano varietà come Gewürztraminer, Pinot bianco, Sauvignon blanc e Riesling, mentre tra i rossi emergono Pinot nero, Lagrein e Schiava, ciascuno con il suo vocabolario sensoriale unico.
Al banco “Varietal Tasting”, degustazioni guidate saranno dedicate proprio alla ricchezza varietale altoatesina, con spiegazioni sul perché queste uve – allevate sui versanti dolomitici e collinari – riescano a conciliare freschezza alpina e finezza.
Non si tratta soltanto di una presentazione istituzionale, ma di un investimento strategico sui mercati internazionali. Wine Paris è una delle fiere più importanti per operatori e buyer globali: negli ultimi anni l’Italia ha quasi quintuplicato lo spazio espositivo, segno di una presenza sempre più solida e riconosciuta.
Per l’Alto Adige, questo appuntamento segue una stagione di risultati prestigiosi nelle grandi guide enoiche, con numerosi riconoscimenti assegnati ai vini della regione – una conferma della qualità che distingue questa enclave vitivinicola nel panorama mondiale.
Dietro queste etichette c’è un racconto fatto di terre ruvide, altitudini estreme, suoli complessi e viticoltura di precisione. Sono le persone – vignaioli appassionati, cantine storiche e nuovi interpreti – a portare in fiera non solo bottiglie, ma storie di resilienza e radicamento. Il risultato è un’offerta in cui territorio e tecnica enologica dialogano con eleganza, svelando vini capaci di parlare alle nuove generazioni di appassionati e ai mercati più esigenti.

