Bologna – Dal 22 al 24 febbraio 2026 torna a BolognaFiere la Slow Wine Fair, l’appuntamento internazionale che celebra il vino definito “buono, pulito e giusto”, un concetto che unisce qualità organolettica, rispetto dell’ambiente e responsabilità sociale. Organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, la manifestazione sarà nuovamente in contemporanea con SANA Food, il salone dedicato alla sana alimentazione fuori casa, in un dialogo sempre più stretto tra mondo vino e filiera agroalimentare sostenibile.
Dopo anni in cui la fiera ha indagato temi come la fertilità del suolo o la sostenibilità lungo l’intera filiera vitivinicola, l’edizione 2026 accende i riflettori sull’inclusione sociale, i diritti dei lavoratori e l’accesso alla terra da parte dei giovani. Un ciclo di conferenze online introdurrà i contenuti principali, con focus su cambiamento climatico, packaging sostenibile e lavoro etico nel mondo del vino, mentre in fiera si svilupperanno incontri tematici che raccontano storie reali di territori e comunità.
Il calendario prevede momenti di confronto come “Il mondo in vigna, il giusto nel bicchiere”, dedicato alle condizioni lavorative nei vigneti, e “L’uva è donna”, che valorizza il ruolo delle donne nel settore vitivinicolo. Non mancheranno sessioni su giovani vignaioli e su come la viticoltura di montagna diventi strumento di rigenerazione territoriale.
Oltre alle degustazioni di vini da oltre 1.000 produttori italiani e internazionali selezionati per pratiche sostenibili, l’evento 2026 introduce nuove aree tematiche: dalla Banca del Vino – Annate Storiche, che celebra la memoria delle annate e la cultura del tempo nella degustazione, all’area dedicata agli spirits e agli amari, in collaborazione con la Fiera dell’Amaro d’Italia, pensata per coinvolgere anche il mondo della mixology e dei distillati artigianali.
Inoltre, lo spazio espositivo riserva attenzione alla filiera vitivinicola innovativa, con tecnologie e attrezzature che favoriscono metodi produttivi sostenibili, e conferma il coinvolgimento di partner istituzionali e organizzazioni che promuovono l’internazionalizzazione e lo sviluppo del settore.
Slow Wine Fair 2026 si conferma non solo come luogo di degustazione, ma come piattaforma di riflessione sul ruolo culturale ed etico del vino nel XXI secolo, dove la qualità del bicchiere si intreccia con la tutela delle risorse naturali e delle comunità che le custodiscono.

