In vista del Capodanno Cinese del 2026 (che aprirà l’Anno del Cavallo il 17 febbraio), la storica cantina veneta Masi ha presentato una bottiglia in edizione limitata del suo iconico Amarone della Valpolicella Classico DOCG — la versione “Costasera Lunar New Year of the Horse” 2020 — pensata come un ponte tra la tradizione enologica italiana e il fascino simbolico della cultura cinese.
L’iniziativa si inserisce nella più ampia “Collezione Costasera Lunar”, un progetto che prevede 12 bottiglie, ciascuna dedicata a un segno dello zodiaco orientale. Le precedenti uscite erano dedicate a Dragone, Serpente e Coniglio. Con quest’ultima, la serie si arricchisce di un’edizione che unisce eleganza, qualità e richiamo internazionale.
Il “Cavallo”, secondo la simbologia cinese, rappresenta forza, libertà, vitalità ed energia — qualità che Masi dichiara di voler trasferire nella nuova versione del suo Amarone. La bottiglia si distingue per un’etichetta raffinata: un cavallo stilizzato in oro su uno sfondo rosso, colore tradizionalmente legato a buona fortuna e prosperità. L’effetto complessivo è quello di un oggetto capace di evocare eleganza e un augurio di buon auspicio.
Dal punto di vista tecnico, l’Amarone “Costasera” — già noto per la sua complessità, struttura e capacità di affinarsi nel tempo — si presta particolarmente a incarnare questo doppio spirito: heritage vitivinicolo e modernità “globetrotter”.
La mossa di Masi è coerente con una strategia costruita negli anni: già con le edizioni dedicate al Drago, al Serpente e al Coniglio, l’azienda aveva manifestato una chiara volontà di rivolgersi non solo agli appassionati italiani ma anche a un pubblico internazionale, in particolare asiatico.
Il mercato del “fine wine” globale — come evidenzia un recente report citato da fonti economiche — mostra una crescita continua, e operazioni simili a questa di Masi servono a posizionare l’Amarone non come semplice vino da tavola ma come prodotto di alta gamma, da collezione e da dono, ospitando l’italianità in un contesto di appeal globale.
Tuttavia, un’operazione del genere — così fortemente simbolica e orientata al mercato internazionale — può sollevare interrogativi dal punto di vista della tradizione vitivinicola. Alcuni puristi potrebbero domandarsi se l’Amarone, con la sua storia, la sua territorialità e il suo profilo organolettico, perda parte della sua identità cedendo a una cornice di marketing tematico orientata ad un pubblico diverso.
Inoltre, per chi ama l’Amarone per la sua essenza “terrena” e intimamente legata alla Valpolicella, il concetto di bottiglia da collezione legata a zodiaci e simbologie esotiche potrebbe sembrare distaccato dai valori originari del vino.
D’altro canto, la reinterpretazione — se fatta con cura, come sembra essere il caso — può rappresentare un modo efficace per far conoscere grandi vini italiani a un pubblico europeo e asiatico più ampio, valorizzando la qualità e ampliando la cerchia di appassionati.
Con il “Costasera Lunar New Year of the Horse 2020”, Masi propone qualcosa di più di un vino: un simbolo. Un invito a celebrare la tradizione senza rinunciare all’apertura verso culture diverse. In un mondo sempre più interconnesso, l’Amarone — grazie a gesti come questo — non è solo un calice di vino, ma un ponte di cultura e gusto tra Nord-Est dell’Italia e Oriente.

