Chianti Classico & Barbera d’Asti brillano nella
La prestigiosa rivista statunitense Wine Spectator ha svelato la sua selezione annuale dei Top 10 Wine Values per il 2025, una classifica dedicata ai vini che offrono il miglior equilibrio tra qualità sensoriale e prezzo accessibile. La lista, curata dal team editoriale del magazine guidato dal celebre Marvin R. Shanken, include etichette da tutto il mondo valutate con punteggi sopra i 90/100 e un prezzo massimo di circa 40 dollari, pensate per essere ampiamente reperibili sul mercato globale.
In un panorama dominato da vini spagnoli, americani, uruguaiani e neozelandesi, due vini italiani si fanno notare per il loro equilibrio tra qualità e accessibilità, simboli della ricca viticoltura tricolore.
I protagonisti italiani della Top 10:
- Chianti Classico 2022 – Tenuta di Arceno
Con 93 punti su 100, un prezzo di circa 30 dollari e una produzione significativa (quasi 12 000 casse), il Chianti Classico dell’azienda toscana si piazza al terzo posto della classifica. È un vino che fonde la millenaria tradizione del Gallo Nero con la visione moderna di una realtà oggi parte della Jackson Family Wines. - Barbera d’Asti Le Orme 2023 – Michele Chiarlo
In chiusura di classifica, al decimo posto, la Barbera d’Asti Le Orme dell’illustre produttore piemontese riceve 90 punti e un prezzo di circa 19 dollari. Michele Chiarlo, storico protagonista della Barbera sulla scena internazionale, conferma ancora una volta la qualità espressiva di questo vitigno autoctono piemontese.
Queste due etichette si distinguono non solo per il loro rapporto qualità-prezzo, ma anche per la capacità di raccontare territori e stili produttivi diversi: il Sangiovese toscano del Chianti Classico e la Barbera del Monferrato, ciascuno con una propria identità che parla di biodiversità e radicamento culturale.
La presenza italiana nella Top 10 Values 2025 non è solo un riconoscimento isolato: riflette la crescente attenzione dei critici internazionali verso vini che coniugano autenticità, acessibilità e qualità. In un momento in cui il mercato globale dell’enologia punta sempre più anche su consumatori attenti al valore reale del prodotto, queste selezioni mettono in luce come l’Italia sappia competere su entrambi i fronti — sia in termini di raffinatezza che di accessibilità.

