Nel panorama vitivinicolo che si sta profilando per il 2026, le grandi tendenze emergono con nitidezza: l’ascesa dei vini rosé, il ritorno dell’esperienza del vino al calice come formato privilegiato nei locali, e la crescente rilevanza del Pinot Nero come varietà capace di rivitalizzare segmenti tradizionalmente in difficoltà. I dati e le analisi provengono dal Wine Trend Report 2026 realizzato da Bibendum, uno dei principali operatori del mercato britannico del beverage, osservatorio da cui si possono trarre indicazioni significative anche per i mercati italiano ed europeo.
Tra i trend più rilevanti per il 2026 c’è la progressiva consolidazione dei vini rosé, in particolare quelli di matrice francese come i provenzali, che stanno conquistando sempre più spazio nelle carte dei vini di ristoranti di fascia alta. Questo fenomeno non è soltanto estetico: rispecchia una domanda che privilegia vini versatili, gradevoli e adatti a molteplici occasioni di consumo, dal pranzo informale alla cena gourmet.
Dati recenti mostrano come i mercati — soprattutto nel Regno Unito — stiano premiando proprio le bollicine rosé, con Champagne rosé in forte crescita rispetto agli altri segmenti.
Un’altra tendenza chiave è il ritorno in auge del vino servito al calice. In un clima economico dove i consumi fuori casa risultano contenuti, il formato “calice” si conferma una leva importante per favorire l’acquisto di vini di qualità senza impegnare troppo il consumatore, permettendo anche ai ristoratori di proporre vini più pregiati con un rischio percepito minore.
Sul fronte dei vini rossi, storicamente in contrazione nei consumi, emerge con forza la crescita del Pinot Nero (o Pinot Noir). Questa varietà, celebre per le sue espressioni eleganti e delicate, sta guadagnando liste di vini in contesti premium in tutto il mondo, non solo in Borgogna ma anche in aree come Stati Uniti, Australia, Sudafrica e Nuova Zelanda. La sua versatilità — in grado di offrire vini più leggeri e freschi rispetto ai rossi corposi — lo rende competitivo anche con altri stili di bevande come birra e sidro in occasioni di consumo non tradizionali.
Dalla produzione classica a interpretazioni più moderne, il Pinot Nero sta vivendo un’espansione che si riflette anche nelle guide e nei premi specializzati, dove troviamo un crescente numero di etichette di Pinot Nero spumanti, bianchi e rosé apprezzate dalla critica e dai consumatori.
Secondo Bibendum e altri osservatori di mercato, il 2026 vedrà anche altre dinamiche significative:
- Vini bianchi francesi e varietà emergenti come Marsanne, Vermentino e Sylvaner in crescita nelle preferenze.
- Espansione delle bollicine “alternative”: oltre a Prosecco e Champagne, si affermano spumanti inglesi, Crémant e nuovi stili dal Sudafrica e Australia.
- Interesse per regioni specifiche, come l’Alsazia e la California, con produzioni iconiche in risalita.
Il 2026 si profila come un anno di equilibrio tra tradizione e innovazione, con consumatori che premiano versatilità e qualità, ma anche varietà e nuove esperienze sensoriali. Dal rosé di carattere ai vini leggeri come il Pinot Nero, passando per l’importanza strategica del bicchiere servito nel migliore dei modi, il mondo del vino continua a reinventarsi pur rimanendo ancorato alle radici culturali e territoriali che lo contraddistinguono.

