Nel panorama in evoluzione del turismo enogastronomico, emerge una tendenza tutta da scoprire: il cosiddetto “supermarket safari”. Secondo il rapporto Skyscanner Travel Trends 2026, sempre più viaggiatori inseriranno nelle proprie tappe la visita ai supermercati locali come strumento per cogliere l’anima del luogo: dai prodotti da scaffale alle bevande più insolite fino agli snack che non troveranno a casa.
Il concetto tradizionale di turismo gastronomico — pranzi in ristoranti raffinati, visite in cantina o chef‑tour — lascia spazio a un approccio più spontaneo e quotidiano: passeggiare tra le corsie, osservare le etichette, scovare sapori locali che spesso restano nascosti al turista medio. Questa modalità, definita dallo stesso report come “Shelf Discovery”, vede nel supermercato una vera e propria esperienza di immersione nella cultura locale.
In Italia, ad esempio, circa sei viaggiatori su dieci affermano che, durante una vacanza all’estero, desiderano visitare un supermercato locale. Tra i motivi dichiarati: il 30% per la curiosità di prodotti non reperibili nel Paese d’origine, il 26% per immergersi nella vita quotidiana del Paese visitato, il 40% vede la spesa come un’avventura culturale.
Ci sono diversi fattori che spiegano l’ascesa del supermarket safari:
- Accessibilità ed economia: visitare un supermercato costa poco, non richiede prenotazioni, è meno “rituale” di una cena.
- Autenticità: tra gli scaffali si possono trovare articoli che raccontano la lingua, la cultura, lo stile di vita di un Paese.
- Curiosità culturale: lo snack locale, la bibita fuori catalogo, il marchio sconosciuto — sono piccoli segnali di differenza che il viaggiatore moderno valorizza.
- Nuove motivazioni di viaggio: dal report emerge che i viaggiatori del 2026 cercano esperienze che riflettano ciò che sono, le loro passioni e i loro rituali, non semplicemente il “fuga dalla routine”.
Questo trend ha alcune conseguenze interessanti per operatori del settore e destinazioni:
- Le agenzie turistiche e le strutture ricettive possono valorizzare questi “tour alternativi” – ad esempio visite guidate in supermercati locali, pacchetti snack & shopping, eventi “degustazione in corsia”.
- I produttori locali (food & beverage) possono cogliere l’opportunità di creare confezioni „da scaffale internazionale“ o kit “souvenir da supermercato” destinati al viaggiatore curioso.
In conclusione, il “supermarket safari” rappresenta una declinazione fresca e originale del turismo gastronomico: non più solo andare a cena fuori, ma camminare tra le corsie, sorprendersi davanti a snack inusuali, comprendere la cultura locale tramite ciò che si acquista ogni giorno.

