Ogni anno, nel quarto venerdì d’ottobre — nel 2025 il 24 ottobre — appassionati, operatori del vino e semplici curiosi dedicano un momento al “Champagne Day”, la giornata mondiale delle bollicine che celebra lo Champagne nella sua dimensione culturale, territoriale ed evocativa.
L’idea di una giornata dedicata allo Champagne nasce nel 2009, da un’intuizione del blogger e wine tutor californiano Chris Oggenfuss, con l’obiettivo di invitare il mondo intero a sollevare un calice in simultanea. Col passare degli anni, l’appuntamento è diventato un rituale ricorrente: ogni anno, il sito ufficiale Champagne Day coordina eventi, degustazioni e momenti di convivialità in tutto il mondo.
Pur non essendo riconosciuto come “giornata ufficiale” da organismi internazionali quali l’ONU, lo Champagne Day si è guadagnato una presenza radicata negli ambienti enologici, nella ristorazione e tra gli appassionati.
Champagne in Italia: tra mercato e costume
Nel nostro paese il 24 ottobre — o comunque il venerdì correlato — assume una valenza speciale, con iniziative locali di grande richiamo. In Italia, alcune aziende vinicole e gruppi distributivi propongono degustazioni tematiche, spesso associando le bollicine a gastronomia italiana, come salumi o formaggi.
Secondo dati del Comité Champagne riportati da WineNews, nel 2023 in Italia sono state vendute quasi 9,9 milioni di bottiglie per un valore di 265,9 milioni di euro, collocando il mercato italiano tra i più rilevanti per il settore. Interessante, inoltre, è il tentativo di “democratizzare” lo Champagne: pur mantenendo il suo fascino e la sua aura premium, si cerca di avvicinarlo a consumatori più ampi, senza rinunciare al pregio del terroir.
Un caso significativo è quello di Pellegrini S.p.A., che per l’occasione mette in luce alcune cuvée emblematiche della Champagne — come la Jacquesson Cuvée n° 748 Extra Brut — accompagnando il pubblico in un percorso geografico tra le principali zone di produzione: Vallée de la Marne, Côte des Blancs, Aube e oltre.
Il bello dello Champagne Day è la simultaneità: città lontane, culture differenti, persone diverse — tutte accomunate da un gesto puro e condiviso. Che si partecipi a una degustazione in enoteca, uno “sparkling dinner” in ristorante, o semplicemente si condivida un calice con un caro, l’obiettivo è celebrare la gioia del momento.
In molte città italiane si moltiplicano gli eventi: degustazioni guidate, abbinamenti gastronomici, serate artistiche. A Catania, ad esempio, il locale “Pamochà” propone una serata open con calici d’eccezione e piatti gourmet per dare vita a un’atmosfera di festa locale in contemporanea con il resto del mondo.

