Nel cuore di Toscana, Montalcino si prepara ad accogliere Benvenuto Brunello 2025, in programma dal 20 al 24 novembre. L’evento – che costituisce da sempre il palcoscenico privilegiato per la presentazione delle nuove annate – assume quest’anno un valore simbolico particolare, in un contesto globale segnato da tensioni economiche, dazi commerciali e fluttuazioni dei mercati internazionali.
La manifestazione, ospitata nei suggestivi spazi del Complesso di Sant’Agostino, si aprirà con il “battesimo” dei nuovi millesimi riservato alla stampa nazionale e internazionale; nei giorni successivi, centinaia di cantine locali schiuderanno le proprie porte per degustazioni dedicate a operatori del settore e appassionati provenienti dall’Italia e dall’estero.
Ma “Benvenuto Brunello” non è soltanto degustazione. È soprattutto un momento di riflessione, confronto e rilancio strategico, nella prospettiva di rinnovare la narrativa del Brunello di Montalcino e di consolidarne la proiezione internazionale.
A imprimere una svolta significativa è la recente elezione di Giacomo Bartolommei – 33 anni, enologo e responsabile export dell’azienda Caprili – quale nuovo presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, nominato all’unanimità dal consiglio d’amministrazione.
Si tratta del presidente più giovane nella storia della denominazione, e la scelta si presta da subito a interpretazioni simboliche: una volontà di ripartire con slancio, innovazione e una visione moderna.
Bartolommei ha sottolineato come il contesto attuale richieda “un’azione energica in termini di promozione e comunicazione”. L’obiettivo è duplice: da una parte tutelare l’identità del Brunello come presidio di pregio territoriale, dall’altra proiettarne la percezione nel mercato globale.
La cornice internazionale è segnata da incognite non trascurabili per il settore vinicolo. Recentemente, il Consorzio del Brunello ha denunciato che l’applicazione di un dazio del 15 % alle importazioni europee negli Stati Uniti rappresenta un colpo assai duro all’export, dato che il mercato americano assorbe circa il 30 % delle esportazioni del Brunello (oltre 3 milioni di bottiglie).
Bartolommei ha già annunciato l’intenzione di perseguire negoziati commerciali accelerati – ad esempio con il Mercosur – e strategie per diversificare i mercati di sbocco, al fine di ridurre la dipendenza da una singola area geografica.
Nel piano promozionale 2026, il Consorzio mira anche all’espansione verso l’Asia e la Cina, con seminari e presenze fieristiche adeguate, oltre che una nuova edizione di Benvenuto Brunello a New York (febbraio) . Il progetto prevede inoltre oltre venti “industry nights” rivolte a buyer e operatori nei vari Paesi esteri.
Bartolommei insiste su un punto chiave: non basta dichiararsi Brunello – serve “nuovi contenuti, nuove proposte, idee”. Egli riconosce che la narrazione classica può risultare satura e auspicabilmente va ravvivata attraverso un approccio che concili radici e sguardo contemporaneo.
Una delle linee che il nuovo corso intende promuovere è il rilancio del Rosso di Montalcino non più come “secondo vino”, ma come realtà autonoma con una propria identità. In parallelo, la comunicazione internazionale dovrà essere intensificata per rafforzare il brand territoriale, puntando su storytelling, esperienze immersive sul territorio e iniziative che coinvolgano il pubblico giovane in chiave responsabile.
L’edizione 2025 dell’anteprima sarà un banco di prova importante per il nuovo consorzio: l’occasione per far dialogare i produttori con operatori, buyer e stampa internazionale nel contesto autentico del terroir.
Saranno numerose le aziende che metteranno in assaggio le nuove etichette, mentre nelle giornate inaugurali gli assaggi riservati alla stampa anticiperanno le esperienze aperte ai partecipanti del settore. L’interazione diretta con la realtà del paese, i vigneti e le strutture produttive offrirà un’esperienza immersiva fondamentale per dare corpo ai contenuti promessi.
In questo senso, “Benvenuto Brunello” diventa anch’esso uno strumento di policy e strategia: un’occasione per misurare le reazioni dei mercati, testare nuovi claim narrativi, raccogliere stimoli dal territorio e confermare una visione condivisa per il prossimo triennio.

