In Alto Adige, la vendemmia 2025 è iniziata con largo anticipo e si è conclusa rapidamente, confermandosi una delle più brevi e precoci degli ultimi anni. Secondo i produttori locali e le principali organizzazioni del settore, nonostante le sfide meteorologiche, l’annata lascia intravedere ottime prospettive qualitative per i vini della regione.
L’inverno mite e una primavera regolare hanno favorito un germogliamento anticipato, mentre l’estate – tra piogge, ondate di caldo e forti escursioni termiche – ha richiesto grande reattività da parte dei viticoltori. “È stata una delle vendemmie più rapide degli ultimi decenni”, afferma Jakob Gasser, enologo della Cantina Produttori San Michele Appiano. “La raccolta è iniziata anche con tre settimane di anticipo rispetto al 2024.”
Grazie alla vendemmia manuale, molto diffusa in regione, è stato possibile selezionare con attenzione i grappoli migliori, proteggendo la qualità nonostante i rischi di marciume in alcune zone umide.
I primi dati dalle cantine sono incoraggianti:
- I vini rossi – in particolare Pinot Nero, Lagrein e Merlot – si presentano già strutturati e intensi.
- Le varietà bianche, come Pinot Bianco, Sauvignon e Riesling, mostrano freschezza, buona acidità e profili aromatici puliti, anche grazie alle escursioni termiche notturne di agosto.
“I livelli zuccherini sono contenuti e il grado alcolico moderato. Ci aspettiamo vini molto equilibrati e di grande bevibilità”, spiega Lukas Ploner dell’Abbazia di Novacella.
Secondo le stime congiunte di Assoenologi, Ismea e UIV, la produzione vinicola in Trentino-Alto Adige è prevista in crescita del 9% rispetto al 2024. Anche Coldiretti conferma il trend positivo, con un aumento tra il 5 e il 10% rispetto allo scorso anno. Complessivamente, la qualità delle uve è considerata “oltre le attese”, come riportato anche da fonti locali come L’Adige e Alto Adige.
Nonostante un clima non sempre favorevole, la prontezza nella gestione dei vigneti e la cura nella raccolta hanno permesso all’Alto Adige di trasformare una vendemmia complicata in una stagione ricca di promesse. Ora il compito passa alle cantine: se la vinificazione sarà all’altezza, l’annata 2025 potrà entrare tra le migliori dell’ultimo decennio.

