Nel cuore pulsante di Palermo, nascosta tra le specie botaniche dell’Orto Botanico, si trova un piccolo scrigno di biodiversità: la Vigna del Gallo – Diego Planeta. Questo progetto vitivinicolo, unico nel suo genere, è diventato un simbolo di tutela della memoria agricola siciliana, ospitando 95 varietà di vitigni autoctoni, alcuni dei quali a rischio di estinzione.
Realizzata nel 2018 grazie alla sinergia tra il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia, l’Università degli Studi di Palermo e il suo Sistema Museale, la vigna si estende per circa 200 metri quadrati, ma il suo valore è ben più grande. Qui si coltivano sia vitigni celebri come Grillo, Catarratto, Nero d’Avola e Frappato, sia varietà praticamente sconosciute al grande pubblico come Zuccaratu, Vitrarolo, Lucignola o Prunella.
Secondo Camillo Pugliesi, del Consorzio DOC Sicilia, “ogni singola pianta racconta una storia, e la Vigna del Gallo è il luogo dove queste storie possono continuare a vivere”. L’iniziativa rientra in un progetto più ampio di recupero della biodiversità viticola siciliana, con l’obiettivo di dare voce anche ai vitigni che non sono mai stati valorizzati commercialmente ma che rappresentano un patrimonio genetico, a Vigna del Gallo è anche una meta turistica e didattica; fa parte dei percorsi guidati dell’Orto Botanico, uno dei più antichi d’Europa, fondato nel 1789. Oltre a offrire un’esperienza enogastronomica sensoriale con degustazioni e attività divulgative, la vigna si propone come punto di riflessione sull’impatto ambientale e culturale dell’agricoltura urbana.
Non si tratta solo di vino, ma di educazione, conservazione e sostenibilità. In questo senso, l’esperienza palermitana si inserisce in una corrente più ampia che coinvolge altre città europee come Parigi, Vienna, Torino e Milano.
Proprio per il suo valore innovativo e culturale, la Vigna del Gallo è entrata a far parte della Urban Vineyard Association (U.V.A.), una rete internazionale che promuove la viticoltura urbana come strumento per la valorizzazione del territorio e della cultura locale. Questo network include orti vitati nelle metropoli di tutto il mondo e mira a rilanciare il vino come elemento identitario delle città.
La partecipazione della vigna palermitana a questa rete la colloca tra le eccellenze europee di viticoltura urbana, contribuendo a rafforzare il ruolo della Sicilia come laboratorio naturale di biodiversità, innovazione e resilienza agricola.
La Vigna del Gallo è molto più di un esperimento agronomico. È un simbolo di memoria, di ricerca e di futuro. Rappresenta la Sicilia che custodisce le sue radici, ma che guarda avanti, consapevole che ogni sorso di vino può contenere secoli di storia, esperimenti scientifici e biodiversità genetica.
In un’epoca in cui il cambiamento climatico e la globalizzazione minacciano l’uniformità del gusto, la Vigna del Gallo restituisce voce ai vitigni dimenticati, celebrando l’identità siciliana attraverso la terra, la scienza e il vino.

