Con la crescita dei drink analcolici tra i giovani, il mondo del vino è chiamato a reinventarsi. Iniziative come AperiMutti guidano una nuova cultura dell’aperitivo consapevole.
Negli ultimi anni, e in particolare durante eventi come il RDS Summer Festival di Monopoli, si è rafforzata una tendenza già evidente tra i giovani italiani: meno alcol, più gusto e responsabilità. Secondo i dati dell’indagine 2024 Euromedia–Assobibe, circa 2 giovani su 10 della Gen Z preferiscono oggi un aperitivo analcolico, segnando un cambio culturale significativo.
Tra i protagonisti di questa svolta c’è AperiMutti, l’iniziativa del noto marchio di conserve di pomodoro, che ha portato sul palco del festival un cocktail fresco e innovativo: un drink analcolico a base di polpa di pomodoro, pensato per un aperitivo alternativo, sano e gustoso. L’idea è semplice ma efficace: dimostrare che si può socializzare, divertirsi e brindare… anche senza alcol.
Il vino: da rito sociale a esperienza selettiva
Questa evoluzione pone una domanda importante: che futuro ha il vino tra i giovani? Lontani dagli eccessi del passato, i consumatori under 30 sono più selettivi: scelgono vino di qualità, sostenibile, con una storia. L’interesse si sposta su piccoli produttori, etichette naturali e approcci artigianali. In sintesi, si beve meno, ma si sceglie meglio.
Il boom dei vini low-alcol e senza alcol
Parallelamente, anche il settore vitivinicolo si sta adattando. Cresce l’offerta di vini low-alcol o dealcolati, un tempo snobbati, ora sempre più apprezzati in Italia e all’estero. Le cantine più attente al mercato giovanile stanno lanciando etichette leggere, pensate per accompagnare cene, brunch o momenti di relax, senza rinunciare all’eleganza del vino.
Comunicazione, estetica e valori
Il vino, oggi, deve anche “parlare” il linguaggio dei giovani: packaging curato, storytelling autentico, presenza sui social e attenzione a temi come ambiente, etica e inclusività. Non basta più essere un prodotto di qualità, serve essere rilevanti per il pubblico.
Coesistenza, non competizione
In definitiva, non si tratta di una guerra tra vino e bevande analcoliche. I giovani scelgono la varietà: un AperiMutti a inizio serata, un buon vino naturale per concludere. È la nascita di una nuova cultura del bere, più libera e consapevole.Il successo di esperienze come AperiMutti è il segnale di un’Italia che cambia, dove tradizione e innovazione convivono. Il vino non scompare, ma si evolve. Chi saprà cogliere il momento — raccontando storie autentiche, offrendo alternative leggere e rispettando i nuovi valori — troverà un posto privilegiato nel bicchiere delle nuove generazioni.

