Il Buttafuoco Storico compie trent’anni e sceglie di raccontarsi attraverso un mese intero di appuntamenti diffusi sul territorio dell’Oltrepò Pavese. Non una celebrazione unica, ma un percorso che attraversa borghi, città e colline simbolo della sua identità produttiva, trasformando il vino in occasione di incontro e narrazione del territorio.
Dal 9 al 31 maggio 2026 il Buttafuoco Storico diventa protagonista di un calendario che coinvolge Vigevano, Stradella, Montù Beccaria e le aree dello Sperone, cuore storico della produzione. Degustazioni, incontri con i produttori e momenti dedicati alla cultura enologica locale costruiscono un racconto diffuso che mette al centro il legame tra vino e paesaggio.
A Vigevano l’apertura è affidata a “DiVino e DiRiso”, evento che porta il vino nel centro storico e nella cornice della Piazza Ducale, tra banchi d’assaggio e incontri con le cantine del Club. Da qui il percorso prosegue verso le colline dell’Oltrepò, dove il vino incontra il suo territorio d’origine in modo diretto e immediato.
Stradella e Montù Beccaria diventano tappe centrali del calendario, con degustazioni al tramonto e appuntamenti che valorizzano la dimensione conviviale del Buttafuoco Storico. Le iniziative si estendono anche a Bosmenso e alla Casa del Buttafuoco Storico, punto di riferimento del progetto collettivo che da trent’anni unisce produttori e territorio.
Il vino nasce nello Sperone di Stradella, area collinare particolarmente vocata alla viticoltura, dove le condizioni del suolo e dell’esposizione hanno favorito la nascita di un’identità precisa. Il Buttafuoco Storico viene prodotto da uve autoctone come Croatina, Barbera, Uva Rara e Ughetta di Canneto, secondo regole condivise che garantiscono coerenza stilistica e riconoscibilità.
Nel tempo il progetto è diventato un esempio di collaborazione tra aziende vitivinicole dell’Oltrepò Pavese, con l’obiettivo di valorizzare non solo il prodotto ma anche il paesaggio e la cultura agricola locale. Il trentennale diventa così l’occasione per ribadire questa identità costruita nel tempo, fatta di vigne storiche, lavoro condiviso e legame profondo con il territorio.
Le celebrazioni di maggio non sono solo un anniversario, ma un modo per riportare il vino al centro della sua dimensione più autentica: quella di esperienza culturale e sociale, capace di unire persone, luoghi e storie.

