Londra ha fatto da palcoscenico a un appuntamento che molti collezionisti attendevano con ansia: “A Historic Collection: Direct from the Cellars of the Berry & Rudd Families”, l’asta organizzata dal celebre wine merchant britannico Berry Bros. & Rudd dal 23 gennaio al 3 febbraio 2026. La selezione, proveniente dalle cantine delle famiglie storiche del merchant, ha messo in campo bottiglie leggendarie che spaziano tra oltre un secolo di storia vinicola, confermando il fascino senza tempo dei grandi vini di Bordeaux e la crescente attenzione verso eccellenze italiane raramente offerte sul mercato secondario.
In cima alle stime più elevate si è piazzata una rarissima bottiglia di Château Lafite Rothschild 1869, stimata tra £25.000 e £50.000, autentica perla per appassionati di vini storici e un simbolo del potere economico e culturale dei primi growth della rive gauche. Accanto a questa, sono emersi altri lotti Bordeaux di prim’ordine: sei formati da 12 bottiglie di Château Latour 1958, l’iconico Mouton Rothschild 1945 e, non meno pregiati, Château Cheval Blanc e Château Margaux delle annate d’élite.
Questo dominio bordolese riflette la tradizionale centralità del Bordeaux nelle aste internazionali di vini fini – un fenomeno confermato anche dai volumi e dai record di altri eventi europei dove etichette storiche borgognone e bordolesi trainano i risultati. Tuttavia, accanto ai grandi nomi francesi, la “Historic Collection” ha riservato spazio anche a interpretazioni iconiche del Vecchio Mondo oltreconfine.
Tra i protagonisti italiani figurano il Tignanello dei Marchesi Antinori 2015, proposto in sei bottiglie con stime di £600-£900, e due magnum di Barolo 2010 del leggendario Bartolo Mascarello, il cui valore stimato è stato ampiamente superato dalle offerte correnti. Questi lotti testimoniano non solo l’interesse internazionale per i vini toscani e piemontesi, ma anche la capacità di certi cru italiani di competere, in termini di fascino da collezione, con le “classiche” denominazioni vinicole francesi.
Non è un caso che nomi come Tignanello e Bartolo Mascarello emergano con frequenza nelle statistiche del mercato secondario: negli ultimi anni l’enologia italiana ha visto crescere la propria presenza nelle classifiche dei vini più scambiati e apprezzati nelle aste globali, con produttori storici che consolidano valori e reputazione oltre i confini nazionali.
In un mercato dove Bordeaux continua a dettare legge grazie ai suoi primi growth e alle annate storiche, l’inclusione di bottiglie italiane di alto profilo nella top selection di Berry Bros. & Rudd segnala un’evoluzione degli interessi collezionistici: non più un dominio esclusivo delle grandi denominazioni francesi, ma uno spazio sempre più condiviso con le eccellenze del patrimonio vinicolo italiano.
La “Historic Collection” non è solo un’asta: è un viaggio attraverso la memoria e il valore intrinseco delle bottiglie che hanno segnato epoche e territori, e pure un interessante indicatore dei trend in atto nel mercato globale del vino da collezione.

