Il nome Chianti, icona internazionale del vino italiano, è sempre più esposto agli abusi del mondo digitale. Negli ultimi sei mesi sono stati individuati oltre 2.500 contenuti online illeciti che utilizzano in modo improprio la denominazione, tra siti di vendita, marketplace, social network e nomi a dominio.
L’attività di monitoraggio del Consorzio Vino Chianti ha messo in luce un fenomeno diffuso e trasversale: non solo vini non conformi ai disciplinari, ma anche wine kit per la produzione domestica, formati di vendita non autorizzati e prodotti estranei al settore vitivinicolo che sfruttano il valore del brand Chianti per finalità commerciali.
Particolarmente critico il fronte dell’e-commerce internazionale, dove l’uso improprio del nome può generare confusione nei consumatori e danneggiare la reputazione del prodotto autentico. Anche i social network rappresentano un’area sensibile, con numerosi account che utilizzano il termine “Chianti” senza alcun legame ufficiale con la denominazione.
Il Consorzio ha già ottenuto la rimozione di oltre mille contenuti irregolari, ma la dimensione del fenomeno conferma quanto la tutela delle grandi denominazioni passi oggi anche dalla sorveglianza costante del web.
Difendere il Chianti significa proteggere non solo un marchio, ma un patrimonio culturale, economico e territoriale che rappresenta nel mondo l’eccellenza del Made in Italy.

