Il Museo del Vino – MUVIT di Torgiano (Perugia) ospita fino al 5 luglio 2026 la mostra “Vino, dono degli dèi”, un’esposizione eccezionale e in anteprima assoluta che mette in luce circa sessanta reperti archeologici rinvenuti nella Tomba 58 della Necropoli dell’Osteria a Vulci, scoperte durante scavi condotti dalla Fondazione Vulci e dalla Soprintendenza per l’Etruria Meridionale.
L’esposizione, realizzata nell’ambito del progetto culturale “TraMusei” con il contributo del Ministero della Cultura, propone un viaggio affascinante nel mondo etrusco e nella centralità che il vino aveva nella ritualità, nei banchetti funebri e nei legami tra sacro e profano.
Tra i manufatti più suggestivi in mostra spicca un calderone contenente i resti di un grappolo d’uva, la cui analisi scientifica suggerisce che il vitigno potrebbe essere un antenato del Sangiovese, confermando l’antica presenza e l’importanza di questa varietà nel cuore dell’Italia centrale già oltre 2600 anni fa.
Un’altra testimonianza straordinaria è un’anfora etrusca recante l’iscrizione “io (sono) di Velχa Felusna”, considerata una sorta di primordiale “etichetta” che segnala la proprietà o l’origine del vino, aprendo così una finestra sulle prime forme di comunicazione commerciale e identitaria del prodotto vinicolo.
La mostra non si limita ai singoli oggetti: il corredo complessivo racconta il ruolo simbolico del vino nei rituali funerari e nei simposi aristocratici etruschi, dove il vino non era solo una bevanda ma un medium di scambio tra vivi e morti e un dono agli dèi, espressione di continuità, saperi e rituali collettivi.
Il MUVIT, fondato nel 1974 da Giorgio e Maria Grazia Lungarotti e oggi gestito dalla Fondazione Lungarotti, è da decenni uno dei punti di riferimento per la cultura enologica internazionale. Il percorso museale si snoda in oltre venti sale che raccontano la storia del vino attraverso reperti archeologici, strumenti di lavoro, ceramiche, incisioni d’arte e testimonianze di epoche e civiltà diverse, rendendo il museo un ponte tra passato e presente.
Questa mostra conferma ancora una volta come il vino, sin dalle sue origini, sia stato molto più di un semplice prodotto agricolo: un vero e proprio simbolo culturale, al centro di riti, miti e relazioni sociali, capace di unire mondi lontani e di raccontare storie antiche di uomini e territori.

