Nel panorama del collezionismo globale, dove le lancette degli orologi di alta manifattura e i battiti d’asta delle maison internazionali dettano il ritmo del lusso, il vino si conferma ancora una volta come l’asset più vibrante e identitario. Il 2025 si chiude con un verdetto chiaro: gli investitori e gli appassionati non cercano più solo il “brand”, ma l’autenticità estrema, quella capace di raccontare una storia di terra e di mani. Il Trionfo del Rodano e l’Eleganza d’Oltralpe
Se il Bordeaux e la Borgogna restano i pilastri del tempio enoico, il 2025 ha visto brillare con una luce accecante il Chateau Rayas. Il mito di Châteauneuf-du-Pape, guidato dalla visione schietta e intransigente di Emmanuel Reynaud, ha registrato performance da record. La sua Grenache, capace di una finezza che sfida le leggi della fisica, è diventata l’oggetto del desiderio per eccellenza, confermando che la scarsità produttiva unita a una qualità fuori dal comune è la formula magica per la rivalutazione costante.
Non è da meno l’Italia, che con Soldera Case Basse consolida la sua posizione nell’Olimpo dei Fine Wines. Il Brunello (o meglio, il Sangiovese IGT che ha riscritto le regole di Montalcino) firmato dalla famiglia Soldera continua a essere percepito come un’opera d’arte liquida. Le performance del 2025 sottolineano come il mercato dei collezionisti premi la coerenza stilistica e la longevità proverbiale di queste bottiglie, ormai stabilmente presenti nelle più prestigiose cantine private da New York a Hong Kong.
Con la domanda asiatica in evoluzione, un mercato sempre più colto che si sposta dai nomi “corporate” verso i “vignerons” d’élite. Investire in un Rayas o in un Soldera nel 2025 non è stata solo una scelta finanziaria oculata, ma un atto di appartenenza a un club ristretto di conoscitori. In un mondo sempre più digitalizzato, il vino rimane un bene tangibile che respira e si evolve, unendo il fascino del tempo alla concretezza della terra.
Mentre ci prepariamo ad accogliere il 2026, una cosa è certa: la ricerca dell’eccellenza non conosce sosta e il “lusso del calice” continua a essere uno dei racconti più affascinanti della contemporaneità.

