Le colline della Maremma tornano al centro del dibattito sullo sviluppo delle energie rinnovabili, ma questa volta non per celebrarne i progressi. Due progetti di impianti eolici, promossi dalla società Gruppo Visconti S.r.l., prevedono l’installazione di ben 24 aerogeneratori alti 200 metri nei territori di Scansano, Magliano in Toscana e Orbetello. Un intervento che, se realizzato, cambierebbe in modo radicale l’identità di un paesaggio storicamente intatto.
A prendere posizione è l’associazione Italia Nostra – Sezione Maremma Toscana, che ha depositato presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) due articolate memorie tecniche, affiancata da 19 soggetti privati, tra cui rinomate aziende agricole e vitivinicole del territorio.
La denuncia: progetti frammentati e carenti
Secondo Italia Nostra, i due impianti, presentati come interventi distinti, in realtà configurano un unico maxi-parco eolico, sottoposto a una frammentazione artificiosa per aggirare la valutazione d’impatto ambientale cumulativa. Una strategia, sostengono i firmatari delle memorie, che mina la trasparenza del procedimento e l’accuratezza delle valutazioni.
A destare ulteriore preoccupazione è il profilo societario del proponente: una realtà con capitale sociale di appena 2.500 euro, e senza un bilancio consolidato alle spalle, chiamata a gestire un’operazione dal valore stimato superiore ai 250 milioni di euro. Le relazioni tecniche, inoltre, risultano incomplete: mancano dati anemometrici fondamentali, studi aggiornati sugli impatti paesaggistici, e valutazioni approfondite sugli effetti sulla salute e sulla sicurezza.
Il no della Regione Toscana
A rafforzare le istanze del territorio, interviene anche la Regione Toscana, che in data 9 aprile ha espresso parere negativo per uno dei due progetti, evidenziando una lunga serie di criticità ambientali, paesaggistiche e socioeconomiche. Nella documentazione regionale si evidenziano:
- Impatti pesanti sul patrimonio paesaggistico e culturale;
- Rischi per la fauna, le risorse idriche e le rotte migratorie;
- Conseguenze negative sull’economia turistica e sull’identità agricola dell’area.
Il presidente Eugenio Giani, pur ribadendo il sostegno della Toscana alla transizione energetica, ha sottolineato la necessità di una pianificazione attenta e compatibile con il territorio.
Sindaci e comunità in allerta
Contro i progetti si sono schierate anche le amministrazioni comunali di Scansano, Magliano, Manciano, Pitigliano e Sorano. Tutti i sindaci hanno espresso una ferma contrarietà all’industrializzazione delle colline maremmane, appellandosi al rispetto per un paesaggio che rappresenta non solo una ricchezza culturale, ma anche la base dell’economia locale, fondata su agricoltura, vitivinicoltura e turismo lento.
A Magliano è stata convocata un’assemblea pubblica con esperti e rappresentanti delle categorie economiche per analizzare i rischi legati ai progetti. L’evento ha raccolto un’ampia partecipazione, segno di un territorio vigile e coeso.
Una decisione attesa a livello ministeriale
Il legale incaricato, l’avvocato Michele Greco – già vincitore in Consiglio di Stato contro un analogo progetto a Roccalbegna – ha depositato due memorie dettagliate, chiedendo al MASE di chiudere i procedimenti con un diniego definitivo.
La questione, ora, è nelle mani del Ministero, chiamato a pronunciarsi su un intervento che potrebbe ridefinire il volto di un’ampia porzione della Maremma toscana. La posta in gioco è alta: non solo energia, ma il futuro stesso del paesaggio.

