Il vino italiano di alta gamma rafforza la propria governance e guarda con decisione ai mercati internazionali. Antonio Capaldo, presidente di Feudi di San Gregorio, è il nuovo presidente di ISWA – Italian Signature Wines Academy, una delle alleanze più autorevoli del panorama vitivinicolo nazionale.
Un passaggio che segna molto più di un semplice cambio ai vertici: è la conferma di una strategia fondata su collaborazione, identità territoriale e posizionamento globale.
L’elezione di Capaldo, avvenuta all’unanimità, arriva dopo la lunga presidenza di Marilisa Allegrini, figura chiave nella costruzione e nello sviluppo del progetto ISWA. Fondata nel 2015, l’Academy riunisce oggi nove tra le più importanti aziende familiari del vino italiano – da Allegrini a Frescobaldi, da Planeta a Fontanafredda – con un modello che punta a fare sistema per competere sui mercati globali.
Non un semplice consorzio, ma una piattaforma strategica che integra promozione, formazione e cultura del vino, con l’obiettivo di valorizzare il Made in Italy in chiave contemporanea.
ISWA rappresenta una realtà industriale di primo piano: oltre 550 milioni di euro di fatturato aggregato, circa 35 milioni di bottiglie prodotte, una quota export media del 60%, più di 5.000 ettari vitati e oltre 60 brand. Numeri che raccontano un modello vincente, capace di coniugare tradizione e visione internazionale, con una forte vocazione all’export e alla narrazione del territorio.
Al centro del nuovo mandato c’è una parola chiave: sinergia. Capaldo, già socio fondatore dell’Academy, punta a rafforzare il ruolo di ISWA come hub strategico per affrontare le sfide del settore, dalla competizione globale ai cambiamenti nei consumi. Tra le priorità figurano una maggiore integrazione tra le aziende, la crescita della visibilità internazionale e lo sviluppo di progetti culturali e formativi.
Il vino, quindi, non solo come prodotto, ma come esperienza complessa che intreccia ospitalità, identità e lifestyle.
Alla guida di Feudi di San Gregorio, Capaldo ha contribuito a trasformare una cantina simbolo dell’Irpinia in un player globale, valorizzando vitigni autoctoni come Greco, Fiano e Aglianico. Oggi il gruppo rappresenta uno dei principali ambasciatori del vino del Sud Italia nel mondo, con una presenza in oltre 50 Paesi e una visione che integra sostenibilità, cultura e innovazione.
In uno scenario globale sempre più complesso, segnato da nuove sfide normative, cambiamenti nei consumi e crescente competizione internazionale, il modello ISWA si conferma attuale e necessario. La nomina di Antonio Capaldo rappresenta quindi un segnale forte: il futuro del vino italiano di eccellenza passa dalla capacità di fare sistema, condividere competenze e costruire valore culturale oltre che economico.

