Il 2025 si chiude con una previsione di ricavi intorno ai 61 milioni di euro per , tra le firme più riconoscibili del panorama vitivinicolo italiano. Un risultato che riflette un anno complesso per il settore wine, segnato da consumi più cauti nei mercati maturi e da una generale razionalizzazione degli stock lungo la filiera distributiva.
Gli Stati Uniti – storico mercato di riferimento – e l’Italia continuano a rappresentare l’asse portante del business, ma mostrano dinamiche più selettive rispetto al passato. In questo scenario, la strategia del gruppo si orienta verso un progressivo riequilibrio geografico e di canale, con l’obiettivo di intercettare nuove occasioni di crescita.
Nel mirino c’è il travel retail: aeroporti internazionali, hub turistici, crociere e circuiti premium rappresentano oggi una piattaforma privilegiata per dialogare con un consumatore globale, ad alta capacità di spesa e sempre più orientato verso etichette iconiche del Made in Italy. Per una realtà come Banfi, fortemente legata al prestigio del Brunello di Montalcino, il duty-free non è solo un canale commerciale, ma uno strumento di brand positioning: visibilità internazionale, storytelling territoriale e accesso diretto a flussi turistici di fascia alta.
Parallelamente, l’attenzione si concentra sull’Asia. Giappone e Corea mostrano segnali di consolidamento, mentre la Cina resta un mercato da presidiare con approccio selettivo. L’India, ancora in fase embrionale per il vino di qualità, rappresenta invece una scommessa di lungo periodo, sostenuta dall’espansione della classe media urbana e dall’evoluzione dei consumi premium.
In Europa, lo scenario è più frammentato: alcuni mercati risultano rallentati, altri offrono nicchie interessanti per prodotti ad alto valore aggiunto.
Il gruppo continua inoltre a valorizzare la dimensione esperienziale della propria tenuta a Montalcino, con il relais Castello Banfi – Il Borgo e l’offerta ristorativa fine dining. Un segmento che, pur rappresentando una quota minoritaria del fatturato complessivo, contribuisce in modo determinante alla costruzione dell’immagine del marchio, rafforzandone l’identità luxury e l’attrattività internazionale.
In un contesto globale caratterizzato da volumi più contenuti, la leva del prezzo medio e il posizionamento alto di gamma diventano centrali per preservare la marginalità. La direzione è chiara: meno competizione sui numeri, più focus sul valore.
Il 2025 di Banfi racconta così una fase di transizione strategica, in cui solidità e visione internazionale si combinano per affrontare un mercato in evoluzione, con uno sguardo sempre più orientato ai canali globali e ai consumatori del lusso contemporaneo.

