Il territorio di Barolo – simbolo mondiale del vino e cuore storico delle Langhe-Roero e Monferrato, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO – ha compiuto un passo importante nel valorizzare il suo ruolo culturale all’interno dell’Europa del vino. Il Comune ha infatti aderito ufficialmente a Iter Vitis, l’Itinerario Culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa che promuove i vini e i paesaggi vitivinicoli come patrimonio identitario, storico e paesaggistico, superando la semplice dimensione commerciale del vino per raccontarne l’anima e la memoria collettiva.
Iter Vitis: l’itinerario europeo del vino
Iter Vitis – “Les Chemins de la Vigne” – è l’unico percorso culturale europeo dedicato alla vita, al vino e ai paesaggi vitivinicoli, riconosciuto dal Consiglio d’Europa dal 2009. Nato dall’Associazione Internazionale iter Vitis con sede a Sambuca di Sicilia, si è poi evoluto in una federazione che oggi coinvolge oltre 24 Paesi e raccoglie enti pubblici, organismi culturali e realtà territoriali impegnate nella tutela e promozione del patrimonio vitivinicolo europeo.
L’itinerario si propone di:
- Mappare e preservare vigneti storici, varietà antiche e paesaggi vitivinicoli di valore culturale e ambientale;
- Promuovere la ricerca, la tutela della biodiversità e pratiche di turismo sostenibile e consapevole;
- Creare dialoghi tra culture diverse attraverso la condivisione di esperienze legate alla vite e al vino.
Barolo: identità locale e respiro europeo
L’ingresso di Barolo nella rete Iter Vitis rappresenta per il territorio una naturale estensione del suo ruolo culturale e vitivinicolo: oltre alla notorietà del vino, infatti, la partecipazione a questa rete rafforza l’identità storica, sociale e paesaggistica del territorio oltre i confini nazionali. Come ha sottolineato il sindaco Fulvio Mazzocchi, diventare parte di Iter Vitis significa “rafforzare l’identità culturale di Barolo e il suo ruolo in una rete europea che tutela e racconta il paesaggio del vino”. Anche la presidente dell’Associazione Internazionale, Susanna Gristina, ha evidenziato come Barolo sia uno dei territori simbolo della civiltà del vino, la cui partecipazione amplia le opportunità di cooperazione con altre aree storiche d’Europa.
Un futuro di connessioni culturali
L’adesione di Barolo a Iter Vitis si inserisce in un contesto più ampio di valorizzazione dei paesaggi rurali e della cultura vitivinicola come patrimonio europeo condiviso, capace di connettere comunità, storia e territori diversi attraverso una narrazione che va oltre il vino in bottiglia per raccontare identità, tradizioni e paesaggi.
In questo quadro, il territorio delle Langhe – celebre per il Barolo, “re dei vini” secondo la tradizione enologica italiana – si proietta verso una visione più ampia, che lo inserisce in un itinerario culturale continentale fondato sulla memoria, la sostenibilità e l’incontro fra culture diverse.

