Nel 2025 le spedizioni di Champagne – il simbolo per eccellenza delle bollicine francesi – hanno segnato un nuovo lieve calo, attestandosi a 266 milioni di bottiglie distribuite tra il mercato interno francese e l’export internazionale, secondo il comunicato ufficiale diffuso dal Comité Champagne.
Il dato rappresenta una riduzione di circa 1,8% rispetto al 2024 (quando le spedizioni erano state 271,4 milioni), confermando una trends di assestamento dopo anni di fluttuazioni dovute a fattori globali, dall’inflazione alle dinamiche geopolitiche.
Secondo i dati aggregati, circa 114 milioni di bottiglie sono rimaste nel mercato francese, confermando la Francia come primo consumatore della denominazione, seppure in leggera contrazione. All’estero, invece, quasi 152 milioni di bottiglie sono state spedite nei principali mercati internazionali, segno che l’export resta centrale per la vitalità della filiera.
Questa struttura di vendita – con una quota export superiore a quella domestica – ribadisce un fenomeno ormai consolidato: lo Champagne vive e dipende sempre più dal mercato globale. Per le maison e i produttori, i mercati internazionali non sono più un’opzione, ma una condizione di sopravvivenza competitiva nel mondo delle bollicine.
Dietro al lieve decremento dei volumi venduti non c’è una singola causa: gli analisti evidenziano come varie pressioni economiche e sociali stiano influenzando i consumi. Tra queste si annoverano l’inflazione persistente, i cambiamenti nei comportamenti di acquisto e consumi, oltre alle tensioni geopolitiche che condizionano l’accesso ad alcuni mercati chiave.
Per molti osservatori, inoltre, le dinamiche di consumo stanno lentamente modificandosi: nuove generazioni sembrano orientarsi verso una maggiore moderazione nell’assunzione di alcolici, e la competizione con altri vini frizzanti – come prosecco italiani o spumanti inglesi – è sempre più forte. Questi elementi contribuiscono a rendere il contesto più complesso per le bollicine d’Oltralpe.
Nonostante un calo nei volumi, la denominazione Champagne mantiene la sua forza simbolica e qualitativa sullo scenario mondiale. I vertici del Comité Champagne hanno sottolineato l’importanza di rafforzare la coesione tra vignaioli e grandi maison, puntando su strategie commerciali mirate ed esperienze di consumo che valorizzino la qualità e l’eccellenza del prodotto.
In un mercato che continua a trasformarsi, lo Champagne è chiamato a coniugare tradizione e innovazione, per sostenere la domanda e affrontare un 2026 ricco di sfide, ma anche di opportunità – soprattutto se saprà rispondere alle nuove sensibilità dei consumatori e alle dinamiche competitive del settore.

