Quando l’inverno toscano volge verso la primavera, torna un appuntamento che per produttori, giornalisti internazionali ed esperti del settore enologico rappresenta uno dei momenti più attesi dell’anno: le Anteprime Toscane 2026. Dopo il successo delle edizioni precedenti, anche quest’anno la Regione Toscana, insieme ai Consorzi di tutela, ha confermato un ricco calendario di eventi e degustazioni che mettono sotto i riflettori i vini e i territori della nostra regione, tra storia, lavoro nei vigneti e prospettive per il mercato globale.
La Settimana delle Anteprime si svolgerà ufficialmente dal 13 al 20 febbraio 2026 con un programma denso e articolato: si parte con PrimAnteprima — l’evento inaugurale che tradizionalmente accoglie giornalisti italiani e stranieri per presentare il calendario completo — per poi svilupparsi con una serie di appuntamenti dedicati alle principali denominazioni toscane.
Uno degli eventi più attesi è senza dubbio Chianti Lovers & Rosso Morellino, in programma giovedì 19 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze, nel Padiglione Arsenale. Qui oltre 120 etichette saranno presentate in degustazione riservata alla stampa specializzata, con sommelier a supporto e una conferenza stampa alle ore 11. Tra le annate in assaggio figurano i nuovi Chianti Docg (2025 e 2024 nelle diverse tipologie) e le versioni del Morellino di Scansano Docg (Annata 2025 e Riserva 2023).
La settimana vede poi tappe dedicate a ogni grande denominazione: dal Chianti Classico Collection, con centinaia di produttori riuniti, alle tante espressioni di L’Altra Toscana, passando per i vini di Maremma e Valdarno, fino alla storica Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, che quest’anno — il 22 e 23 febbraio — vedrà oltre 50 aziende presenti ai banchi di assaggio con le nuove annate sul mercato.
Non si tratta soltanto di degustazioni tecniche: le Anteprime Toscane 2026 sono un’occasione per raccontare l’identità profonda del vino toscano — fatta di territorio, di clima, di artigianalità e di mercato globale — attraverso le storie delle cantine e i dialoghi con gli operatori internazionali. Per un’intera settimana, Firenze e tante città e borghi della regione diventano palcoscenico della viticoltura che guarda al futuro, senza perdere il legame con la tradizione e la cultura locale.

